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I termini ecologici più utilizzati, ma anche quelli meno comuni, le associazioni, le organizzazioni che operano per l'ambiente, le sigle principali.

Le tecnologie verdi, le tipologie di rifiuto e tante altre informazioni: scopri l'ecodizionario, il dizionario ecologico che ti aiuta a diventare più verde!

Risparmio energetico ed energia pulita: funzionano.

Scopri il risparmio energetico.

Quello che dobbiamo fare è democratizzare l'energia. La terza rivoluzione industriale significa dare potere alle persone e per la generazione cresciuta con la Rete questo è la conclusione e il completamento di questa rivoluzione, proprio come ora parliamo in Internet, centinaia di persone sono in Internet, ed è tutto gratuito, e questi possono creare il più grande, decentralizzato, network televisivo, open source, condiviso … perché non possiamo farlo con l'energia ?

Jeremy Rifkin

 

I temi "caldi": raccolta differenziata, Cip6, risparmio energetico, casa ecologica, certificazione energetica.

  • Casa in paglia, Casa ecologica, bioedilizia
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Plastica ovunque, anche nell'acqua che beviamo.

Plastica ovunque, anche nell'acqua che beviamo.

La raccolta differenziata non basta più, servono nuovi materiali.

Orb Media, in collaborazione con i ricercatori dell’Università di New York e del Minnesota, ha pubblicato i risultati di uno studio su 159 campioni di acqua che sgorga dai rubinetti di tutto il mondo: l’83% di questi campioni contiene fibre di plastica microscopiche che di conseguenza penetrano nell’organismo di chi la beve anche attraverso i prodotti ottenuti con l’utilizzo di quella stessa acqua (per esempio pane, pasta, zuppe, ecc).

Risultati davvero inquietanti e allarmanti, che confermano, se ancora ce ne fosse bisogno, dell’improrogabilità di scelte politiche e industriali che mettano al bando l’utilizzo delle plastiche.

Come? Serve un processo graduale ma urgente di ricerca e sviluppo di materiali alternativi che conducano all’eliminazione delle plastiche tradizionali prodotte con il petrolio a favore di “plastiche” naturali e biodegradabili.

Già oggi è possibile sostituire completamente un’infinità di prodotti usa e getta dannosissimi per l’ambiente come sacchetti, bicchieri, piatti, cannucce, posta, contenitori per cibi oltre ad un numero immenso di sottoprodotti per il packaging con “plastiche” naturali ottenute per esempio con il mais, “plastiche” che se anche abbandonate nell’Ambiente non causano alcun problema di inquinamento perché perfettamente biodegradabili in tempi brevi.

Ma non sono solo oggetti usa e getta di utilizzo quotidiano a rilasciare, attraverso lunghissimi tempi di degradazione una volta abbandonati nell’Ambiente, micro fibre di plastica che poi finiscono nei nostri bicchieri e nei nostri piatti: c’è una fonte di inquinamento da fibre di plastica che probabilmente ce l'avete indosso. Sono gli indumenti sintetici, che emettono fino a 700.000 fibre a lavaggio, secondo quanto scoperto dai ricercatori dell'Università di Plymouth. Negli USA, gli impianti di depurazione delle acque reflue ne intercettano oltre la metà, ma il resto finisce nei corsi d'acqua, per un totale di 29.000 chilogrammi di microfibre di plastica al giorno. Secondo alcuni esperti, queste fibre vengono portate dai sistemi idrici negli insediamenti più a valle, ed entrano nelle case attraverso le condutture. E purtroppo, siamo tutti a valle di qualcuno».

La contaminazione sfida le barriere geografiche e di reddito: il numero di fibre trovate nel campione di acqua di rubinetto prelevato nei bagni del Trump Grill è uguale a quello dei campioni prelevati a Quito, la capitale dell’Ecuador. La Orb Media ha trovato fibre di plastica perfino nell’acqua in bottiglia, e nelle case in cui si usano filtri per l’osmosi inversa.

Cosa fare intanto? Il gesto più incisivo ed efficace è senz’altro quello di eliminare il più possibile l’utilizzo di plastica e di tutti gli oggetti usa e getta.

Poi, la raccolta differenziata, importantissimo anello di una catena che mira al recupero e riutilizzo: ma il problema, purtroppo, rimane anche con la raccolta differenziata poiché da plastica si riproduce plastica che viene re-immessa nel mercato, ricreando quindi il problema.

Non abbiamo scelta: la plastica tradizionale derivata dal petrolio deve essere abbandonata e sostituita, fa la tua parte!

Leggi e approfondisci qui.


Mondo, 7 settembre 2017

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