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Risparmio energetico ed energia pulita: funzionano.

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Quello che dobbiamo fare è democratizzare l'energia. La terza rivoluzione industriale significa dare potere alle persone e per la generazione cresciuta con la Rete questo è la conclusione e il completamento di questa rivoluzione, proprio come ora parliamo in Internet, centinaia di persone sono in Internet, ed è tutto gratuito, e questi possono creare il più grande, decentralizzato, network televisivo, open source, condiviso … perché non possiamo farlo con l'energia ?

Jeremy Rifkin

 

I temi "caldi": raccolta differenziata, Cip6, risparmio energetico, casa ecologica, certificazione energetica.

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Inceneritori ancora alla ribalta: un passo indietro per salute e Ambiente.

Inceneritori ancora alla ribalta: un passo indietro per salute e Ambiente.

Modello Copenhagen? Le alternative esistono.

Il grido d’allarme lanciato 2 mesi fa dagli oltre 500 scienziati riuniti in Corea del Sud, con il quale hanno affermato senza mezze misure che “se entro 12 anni l’umanità non metterà in campo misure eccezionali contro le emissioni di CO2 e inquinanti in atmosfera e nell’ambiente, i cambiamenti climatici saranno drammatici”, non sembra aver ottenuto alcun effetto sulle decisioni di governi e tecnologie che sembravano appartenere al passato ma che rispuntano e si riprongono come soluzione al problema dello smaltimento dei rifiuti.

Anche in Italia, in questi giorni, esponenti del governo hanno proposto addirittura la costruzione di nuovi inceneritori, soprattutto in Campania, per smaltire i rifiuti.

Uno sconfortante ma antico approccio ad un problema che ci trasciniamo da decenni.

La non-soluzione ad un problema creato dagli stessi politici ed imprenditori che 40 anni fa osteggiavano la raccolta differenziata, l’educazione ambientale, severe punizioni per chi inquina, a favore di un’economia che non si è mai preoccupata dell’impatto ambientale che produceva.

Se la politica avesse avuto 40 anni fa una visione del futuro, oggi gli inceneritori apparterrebbero all’archeologia industriale e la raccolta differenziata sarebbe vicina al 90%.

Ma in Italia e, sembrerebbe, in molte altre parti del mondo, l’emergenza è sempre prioritaria.

Esistono alternative agli inceneritori? Certamente, è molto semplice: la raccolta differenziata!

Ma il dato sconfortante, è il messaggio che questo tipo di tecnologia inquinante trasmette, e cioè che sia semplice sbarazzarsi dei rifiuti semplicemente bruciandoli, ma non è così! Scopri qui perché.

Merita un accenno il confronto che si vuole fare con un nuovo inceneritore, costruito a Copenhagen, che dovrebbe diventare modello di riferimento per altri sistemi di smaltimento, come sempre amplificato in maniera distorta dalla stragrande maggioranza dei media.

Fa un po’ sorridere il pensiero che si vogliano attirare turisti per passare giornate nell’area pic-nic o su una pista da sci sapendo che sopra le proprie teste viene emesso fumo inquinante, senza considerare l’inquinamento da indotto: questo “moderno” impianto, per garantire l’elettricità promessa, avrà bisogno di importare milioni di tonnellate di rifiuti dall’estero, con la conseguenza di dover assorbire il traffico e lo smog di milioni di Tir riempiti con ogni genere di rifiuto indifferenziato.

Ciliegina sulla torta: le ceneri di combustione, equivalenti a circa il 10% del rifiuti conferiti, che andranno poi a riempire discariche speciali per rifiuti tossici.

Insomma, da rifiuto differenziabile…. rifiuto tossico indifferenziabile!


Roma, 20 novembre 2018

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