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Risparmio energetico ed energia pulita: funzionano.

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Quello che dobbiamo fare è democratizzare l'energia. La terza rivoluzione industriale significa dare potere alle persone e per la generazione cresciuta con la Rete questo è la conclusione e il completamento di questa rivoluzione, proprio come ora parliamo in Internet, centinaia di persone sono in Internet, ed è tutto gratuito, e questi possono creare il più grande, decentralizzato, network televisivo, open source, condiviso … perché non possiamo farlo con l'energia ?

Jeremy Rifkin

 

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Durban: il Clima può attendere

Durban: il Clima può attendere

Risultato deludente e tempi sempre più lunghi.

Se l'accordo raggiunto nella Conferenza internazionale sul Clima di Durban, in Sud Africa, potrebbe sembrare un successo, il rimandare l'inizio dei negoziati al 2015 e la sua entrata in vigore addirittura al 2020 rischiano di farlo apparire per quel che in realtà è: prendere tempo e rimandare le azioni necessarie che ormai unanimemente gli scienziati di tutto il mondo ritengono irrimandabili.

Il cosiddetto Protocollo di Kyoto 2, che entrerà in vigore dal 2013 e vuole fare da "ponte" in vista dell'accordo globale del 2020, vede la sola adesione dell'Ue e di pochi altri Paesi industrializzati. Rimangono fuori, come del resto prima di Durban, i maggiori responsabili mondiali dell'inquinamento (Stati Uniti, Cina e India) con l'aggiunta di Giappone, Russia e Canada. Il risultato è che l'intero Nord America e i due colossi industriali di Levante non adotteranno politiche di limitazione alle emissioni di CO2 fino al 2020.

Difficile accettare una simile posizione, poiché USA, India e Cina da soli sono responsabili di quasi la metà delle emissioni a livello globale.

L'accordo di Durban prevede lo stanziamento di 100 miliardi di dollari l'anno entro il 2020 a favore delle nazioni più povere, ma su come/dove/quando questi soldi saranno reperiti non è dato sapere.

Un particolare non trascurabile, nell'attuale scenario di crisi economica e di tagli in ogni settore anche nei Paesi del G8.

Secondo il WWF Italia, "i Governi hanno fatto il minimo indispensabile per portare avanti i negoziati, ma il loro compito è proteggere la loro gente. E in questo a Durban hanno fallito". Inoltre, il WWF sottolinea che "la scienza ci dice che si deve agire subito altrimenti gli eventi meteorologici estremi peggioreranno. Ma oggi è chiaro che i mandati di pochi leader politici hanno avuto un peso maggiore delle preoccupazioni di milioni di persone, mettendo a rischio i popoli e la Terra da cui le nostre vite dipendono".

In questo scenario, l'Ue si troverà praticamente da sola impegnata nel protocollo di Kyoto 2 fino al 2017 e da sola ad evitare che gli altri partner mondiali si rimangino la parola da qui al 2020. Insomma l'Europa a Durban ha fatto il meglio che poteva.

Secondo Greenpeace, "i governi che hanno lasciato la conferenza Onu dovrebbero vergognarsi. Ci chiediamo come riusciranno al ritorno a guardare negli occhi i loro figli e nipoti. Il loro fallimento inciderà nella vita dei più poveri, vulnerabili e meno responsabili del cambiamento climatico nel mondo".

Quella che doveva essere una bella notizia e l'inizio, finalmente, di una politica d'azione condivisa, sembra invece essere l'ennesima delusione e la conferma della miopia dei governi mondiali di fronte all'emergnza ambientale. Peccato.

Durban, 16 dicembre 2011

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