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EcoDizionario

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I termini ecologici più utilizzati, ma anche quelli meno comuni, le associazioni, le organizzazioni che operano per l'ambiente, le sigle principali.

Le tecnologie verdi, le tipologie di rifiuto e tante altre informazioni: scopri l'ecodizionario, il dizionario ecologico che ti aiuta a diventare più verde!

Novità

Ravenna2010, sostenibilità ambientale e buone pratiche di sviluppo.

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Novità dal mondo dell'Ecologia

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Copenhagen, ultima spiaggia.

Bonn, 11 Agosto 2009

Si è aperta ieri a Bonn la terza delle sei sessioni preparatorie al Summit delle Nazioni unite sul clima del prossimo dicembre a Copenhagen, un appuntamento negoziale di estrema importanza.
Per il Segretario della Convenzione Onu sul cambiamento climatico «è il momento di restringere le opzioni e di accorciare il testo»: il mondo ha davanti a sé "meno di 10 anni per fermare la crescita di emissioni di gas serra, se vogliamo evitare conseguenze catastrofiche per i popoli e il pianeta".
In un lungo discorso sul cambiamento climatico anche il Segretario delle Nazioni Unite ha definito come "la sfida più grande per l’umanità" l’appuntamento di dicembre in Danimarca.
La conferenza di Copenaghen potrebbe avere uno straordinario impatto politico e una portata storica epocale, ma mentre l'occidente industrializzato fatica a pensare di avere il ruolo principale nella "corsa" alla diminuzione dell’effetto serra, tutti i “Paesi poveri che stanno diventando ricchi” (Cina, India, Sudafrica, Brasile in testa) continuano a pensare che mentre le loro economie crescono su scala macroeconomica, i loro standard di vita rimangono bassi per la maggioranza dei loro cittadini.
E poiché sono i Paesi occidentali ad aver provocato la maggior parte dello sfacelo climatico in atto, i Paesi in via di sviluppo vogliono (giustamente) sapere quanto verrà versato in un fondo economico che dovrebbe servire per avviare la transizione verso economie più giuste dal punto di vista climatico e sociale e chi pagherà le opere di contenimento dei danni da effetto serra.
Per ora, il Ministero dell'Ambiente italiano tace e appoggia il ritorno al nucleare...

E' il Veneto la Regione più "riciclona".

Roma, 14 Luglio 2009

Il Veneto, con una percentuale del 64% sul totale dei Comuni, è risultato la Regione con i migliori risultati per quanto riguarda la raccolta differenziata.
"I 10 milioni di italiani che abitano nei 1280 Comuni Ricicloni confermano che riciclare si può, anzi si deve", sottolinea il vicedirettore nazionale di Legambiente, che conclude: "Basterebbe estendere le raccolte differenziate a tutto il Paese per dare un contributo determinante di riduzione delle emissioni di CO2. Grazie alla raccolta differenziata si è evitata l'emissione in atmosfera di 2,8 milioni di tonnellate di CO2 (pari al 6% di dell'obiettivo del protocollo di Kyoto per l'Italia), e quasi 7 milioni di tonnellate di rifiuti altrimenti destinati alla discarica".
O, peggio, agli inceneritori, che costituiscono oggi il principale "nemico" della raccolta differenziata. Scopri perché.

Rifiuti e discariche: Italia al collasso.

Roma, 26 Giugno 2009

Assoambiente, l'associazione che riunisce oltre 130 imprese per i servizi ambientali, lancia l'allarme rifiuti: entro 2 anni, l'Italia sarà al collasso e potrebbe vedere ripetuto, a livello nazionale, lo scempio rifiuti vissuto a Napoli un anno fa.
Secondo le stime dell'organizzazione, che ha svolto un capillare lavoro di censimento di tutti gli impianti presenti sul territorio e del loro grado di "saturazione", restano poco più di 24 mesi prima che le discariche italiane abbiano esaurito le loro capacità di assorbire il flusso di rifiuti urbani e speciali senza sforare i limiti autorizzati. Considerando il fatto che nuove proroghe sono improponibili (troppo sfruttate fino ad oggi), resta poco tempo per evitare di far precipitare il Paese in un caos dalle gravi conseguenze.
Ci resta solo una strada: la raccolta differenziata, l'unico modo per trasformare i rifiuti da pericolo a risorsa.

Emissioni Zero: traguardo possibile.

Copenhagen, 8 Giugno 2009

Tagliare le emissioni di gas serra dell'80% entro il 2050: è questo il principale obiettivo da raggiungere per evitare un innalzamento drammatico delle temperature fino a 6 gradi.
Questo è il succo della bozza presentata dalle associazioni ambientaliste come contributo alla conferenza del clima di Copenhagen.
Ai paesi industrializzati si propone la cura Zcap (Zero Carbon Action Plan) che significa portarsi rapidamente verso l'obiettivo emissioni zero: tagliare le emissioni del 40% entro il 2020 e del 95% entro il 2050. Ai Paesi non industrializzati è invece proposto il Lcap (Low Carbon Action Plan), in pratica un percorso di contenimento delle emissioni più lento per favorire la crescita economica, ma sempre supportato da incentivi per lo sviluppo di tecnologie sostenibili.
A tutto ciò va aggiunta la riduzione del 75 per cento entro il 2020 della deforestazione, responsabile del 20% delle emissioni serra globali.
La combinazione di queste cure, differenziate ma convergenti, porterebbe a uno scenario in cui le emissioni serra - dopo aver toccato il picco tra il 2013 e il 2017 - torneranno ai livelli del 1990 nel 2020 per scendere dell'80% nel 2050.

Nucleare? No grazie per l'80% degli Italiani.

Roma, 27 Maggio 2009

L'80% della popolazione italiana desidera che la fonte principale di approvvigionamento elettrico sia costituita da fonti rinnovabili, pulite, sicure ed economiche come eolico e solare, mentre solo il 14% si dice favorevole al nucleare.
Questo è quanto emerge da un sondaggio condotto da Lorien Consulting, in cui emerge, tra l'altro, che il 60% considera il ritorno al nucleare pericoloso e economicamente svantaggioso, confermando quindi se ancora ce ne fosse bisogno non solo la legittimità ancora vigente del referendum del 1987 contro il nucleare, ma anche la volontà degli italiani di sostenere politiche a favore di energie verdi.
Volontà confermata dal fatto che gli italiani sono disposti persino a pagare di più per garantirsi un futuro con produzione di energia da fonti pulite.
Dati significativi su una nuova attenzione da parte dei cittadini che dovrebbe far riflettere il Governo, purtroppo impegnato invece nel rilancio di una fonte energetica, quella nucleare, che attrae sempre meno a causa della sua oggettiva pericolosità e anti-economicità.

Effetto serra? Per qualcuno non esiste...

Roma, 6 Aprile 2009

I cambiamenti climatici non esistono. O meglio, sono modesti e potrebbero anche far bene... é questo in sostanza il contenuto di una mozione che porta, tra le varie firme di esponenti della maggioranza del Governo Italiano, anche quelle di Dell'Utri, Nania e Poli Bortone, che sostengono tra l'altro che "una parte sempre più crescente di studiosi (quali?) non crede che la causa principale del peraltro modesto riscaldamento climatico sia da attribuire all'emissione antropica di CO2".
Non è una barzelleta, nè uno scherzo, purtroppo.
E non è tutto. I firmatari arrivano a sostenere che "gli eventuali cambiamenti climatici potrebbero (addirittura) portare benefici alla popolazione e all'economia".
Incredibili e purtroppo vere, queste affermazioni danno la misura di quanto il nostro Paese sia lontano da un approccio serio e intelligente al problema Clima, e forse ora risulta più chiara la posizione del Ministero dell'Ambiente in merito a Kyoto, posizione decisamente in controtendenza rispetto a tutti i Paesi occidentali.
Davvero sorprendente.

Ghiacciai e clima, il tempo stringe.

Coventry, 19 Marzo 2009

La notizia che vi siano forti probabilità che i ghiacciai scompaiano entro la fine di questo secolo ha spinto alcuni ricercatori ad un gesto simbolico molto forte: un funerale simbolico, con tanto di lapide su cui deporre fiori, per sensibilizzare alla lotta contro i mutamenti climatici.
Il caro estinto è proprio il clima, "ricordato" sul terreno della Cattedrale di Coventry, in Inghilterra, da testimonial illustri, fra cui il dottor James Hansen della Nasa. "Perché i mutamenti climatici", si legge sulla finta lapide, "sono questione di vita o di morte". La scadenza di Kyoto si avvicina, ma tutti i Paese aderenti al protocollo sono in ritardo sugli obiettivi, e l'Italia è tra quelli maggiormente in ritardo.

Nucleare: più pericoloso e contro il referendum.

Roma, 28 Febbraio 2009

Contrariamente a quanto si vuol far credere, le centrali nucleari di ultima generazione sono più pericolose e più inquinanti di quelle attualmente in funzione.
A dimostrarlo non sono le associazioni ambientaliste, ma gli studi effettuati dalle stesse aziende produttrici: se le probabilità di incidente sono più basse, in caso di avarie ai reattori i danni ambientali e di perdita di vite umane risultano doppi rispetto al passato.
A questo va aggiunto che tutti gli studi internazionali hanno ampiamente dimostrato che l'energia nucleare è la fonte energetica più costosa e per la quale non è ancora stato risolto il problema dello smaltimento delle scorie radioattive.
Il Presidente francese, che ha siglato un accordo con il Governo Italiano per la realizzazione di 4 nuovi reattori sul nostro territorio, non ha fornito alcuna garanzia di maggiore indipendenza energetica, il che fa nascere il sospetto che dietro l'operazione si nasconda più la necessità di sostenere l'industria nucleare che l'effettiva volontà di produrre energia a basso costo (cosa impossibile, del resto, visti gli altissimi costi del nucleare).
Infine, cosa forse più importante, il 62% degli italiani si è espresso contro il nucleare con il referendum del 1987, i cui effetti sono ancora validi dal punto di vista giuridico. Approfondisci e senti cosa ne pensa Jeremy Rifkin.

L'Energia eolica nella UE cresce del 15%.

Bruxelles, 4 Febbraio 2009

20 turbine eoliche al giorno installate nel corso del 2008 nell'Unione Europea: questi sono i risultati di un'importante politica di incentivazione all'utilizzo di energie pulite nella UE, con un incremento del 15% rispetto al 2007, il più alto rispetto ad ogni altra fonte energetica.
E' l'EWEA (European Wind Energy Association) a rendere noto il bel risultato, che rende l'eolico leader nella produzione di energia verde in Europa.
Gli impianti eolici rappresentano il 43% di tutte le nuove installazioni energetiche nella UE, sorpassando quindi (finalmente) carbone, petrolio e nucleare.
L'ad di EWEA ha dichiarato che "le cifre mostrano che l'eolico è indiscutibilmente la scelta numero uno negli sforzi europei per passare all'energia pulita".
A condurre l'intelligente classifica di maggiori produttori ci sono Spagna e Germania, seguiti da Italia, Francia e Gran Bretagna.

Clima: l'Italia continua a frenare.

Roma, 9 Dicembre 2008

Il Ministro degli Esteri italiano ha comunicato che il nostro governo si ritiene ancora insoddisfatto, nonostante alcuni passi in avanti, in merito al pacchetto clima-energia in corso di negoziazione al Parlamento di Bruxelles.
Nonostante i compromessi dell'ultima ora, il governo italiano sembra deciso più che mai a far valere la propria opposizione al pacchetto.
A nulla è servito nemmeno il primo "premio", attribuito all'Italia, come peggior paese europeo in tema di lotta all'inquinamento.
Opposizione che appare tanto tragica quanto inutile di fronte alla drammatica situazione in cui versa il pianeta a causa di politiche industriali irresponsabili, attente al profitto ma piuttosto distratte davanti ai problemi della salute dei cittadini e delle necessità vitali della conservazione ambientale: stiamo producendo un finto benessere con un altissimo costo sociale (salute e qualità dell'aria) e ambientale che si ripercuoterà sui nostri figli.
Probabilmente è giunto (da tempo) il momento di anteporre agli interessi industriali gli interessi della terra e di chi vi abita: i posti di lavoro non possono più essere un alibi, e forse è il caso di iniziare a crearli con lo sviluppo delle energie pulite e l'avvio di una seria politica sulla raccolta differenziata.

300 MW dal solare: la Francia investe nel fotovoltaico.

Parigi, 17 Novembre 2008

Il governo francese ha annunciato che entro il 2011 (quindi in tempi brevissimi rispetto, per esempio, alla costruzione di una centrale nucleare) ogni regione sarà dotata di una centrale elettrica solare fotovoltaica.
La potenza complessiva disponibile sarà pari a 300 MW, e sarà ripartita a seconda delle necessità di ogni regione.
La scelta è stata presa perché, ha sottolineato il Ministro dell'Ecologia francese, "l'energia solare sarà competitiva ai prezzi del mercato elettrico previsti nel 2020.
La Francia, e come lei molti altri stati europei, ha registrato un incremento annuo nello sviluppo delle tecnologia per la produzione di elettricità da fonti rinnovabili pari al 130%.
E l'Italia? L'Italia sembra invece "ostacolare" le rinnovabili e puntare sul nucleare...

Combat Climate Change: multinazionali per l'ambiente.

Stoccolma, 3 Novembre 2008

Nel momento in cui anche i grandi produttori di emissioni inquinanti decidono di associarsi per combattere i cambiamenti climatici, la notizia non può che essere salutata positivamente. E la notizia si chiama CCC ,“Combat Climate Change”, ed è un'associazione cui hanno aderito 55 aziende multinazionali.
Portavoce di CCC è il presidente Lars Josefsson, manager del quarto fornitore di elettricità europeo. Parlando a nome dell'associazione, il presidente della multinazionale energetica ha illustrato come “il business è una soluzione contro il riscaldamento globale, e per questo vogliamo creare una massa critica in vista delle conferenze Onu sul clima di Poznan (a dicembre 2008) e Copenhagen (2009). Malgrado la crisi economica globale siamo molto ottimisti. I vertici industriali devono mostrare quella capacità di leadership e di buon senso che manca alla politica”, ha sottolineato Josefsson.
I grandi nomi dell'industria italiana, purtroppo, sono ancora assenti.

Italia, veto sull'ambiente?

Bruxelles, 16 Ottobre 2008

Non sono buone le notizie che giungono sulla posizione che sembra aver assunto il Governo Italiano rispetto al pacchetto UE per la riduzione dell'inquinamento.
Il Presidente del Consiglio ha infatti annunciato che il nostro Paese è pronto a dare battaglia alle proposte per la riduzione dei gas serra presentate al vertice di Bruxelles.
Pacchetto che, secondo il Primo Ministro, non può essere sostenuto dalle aziende italiane, soprattutto in un momento di turbolenze finanziarie e crisi economica, senza dimenticare la sostanziale indisponibilità di USA e Paesi emergenti ad adottare la stessa politica.
Quindi la richiesta di Confindustria al Governo di assumere una netta posizione contraria al pacchetto ambiente sembra essere diventata la posizione ufficiale dell'Italia sulle tematiche ambientali.

Farmers Market, idea intelligente per l'ambiente.

Milano, 19 Settembre 2008

Risparmiare fino a 5 miliardi per la spesa alimentare e con un impatto ambientale positivo enorme: è questa la filosofia dei Farmers Market, i mercati esclusivi degli agricoltori, diversi dai mercati tradizionali perché offrono solamente prodotti locali e di stagione, che non devono percorrere lunghe distanze costose e inquinanti prima di giungere sulle nostre tavole.
Per importare cibi da paesi lontani si emettono immense quantità di gas serra e inquinanti legati alla produzione e alla conservazione di prodotti non naturalmente presenti sul nostro territorio o fuori stagione.
Sostenere e utilizzare questo tipo di acquisto contribuisce in modo significativo all'abbattimento dei gas serra, privilegia i prodotti locali e quindi l'economia del territorio, "snellisce" la filiera tagliando i passaggi che accrescono senza motivo il costo finale per il consumatore: in pratica, dalla terra alla tavola senza intermediatori.
Quando fai la spesa, pensaci: piccole scelte di tanti portano a grandi risultati.

L'Amazzonia scompare e gli orsi polari sono di troppo.

San Paolo e Washington, 1 Settembre 2008

L' Istituto nazionale di ricerche spaziali del Brasile ha lanciato l'allarme: la deforestazione dell'Amazzonia nell'ultimo anno e' aumentata del 69%: più di 8.000 chilometri quadrati di foresta sono stati cancellati dall'agosto dello scorso anno a oggi, contro i 4.820 abbattuti nei precedenti 12 mesi.
E mentre si deforesta, 4 compagnie petrolifere americane hanno fatto causa al Ministro degli Interni statunitense per aver inserito gli orsi polari nell'elenco delle specie protette. La lotta , come accade in Amazzonia, e' per gli enormi interessi economici nella zona: aver inserito l'orso nella lista significa limitare il numero di trivellazioni consentite. Mentre l'habitat naturale di questo animale, l'Alaska, sta già pagando gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici con il conseguente scioglimento dei ghiacci, il business petrolio reclama maggior libertà d'azione: plastica e benzina al posto di alberi e orsi?

Emissioni industriali: sforati gli obiettivi per 25 milioni di tonnellate.

Roma, 12 Agosto 2008

Le emissioni di CO2 prodotte dalle industrie italiane nel 2007 sono state di 226 milioni di tonnellate, con uno sforamento rispetto alle quote assegnate dalla direttiva europea di oltre 25 milioni di tonnellate.
Sebbene si registri una diminuzione rispetto al 2006 (- 0,7 milioni di tonnellate), il deludente risultato sottolinea ancora una volta come in Italia manchi una politica efficace di contrasto ai cambiamenti climatici causati dalla produzione industriale.
E oltre al danno ambientale, il danno economico: infatti, poiché le quote di CO2 vengono scambiate a circa 28 euro a tonnellata, il nostro paese potrebbe dover sostenere un costo di oltre 700 milioni di euro.
I tagli all'inquinamento che non siamo in grado di realizzare saremo infatti costretti ad acquistarli dai paesi virtuosi nella lotta alle emissioni inquinanti. E, naturalmente, questi costi ricadranno sulle nostre bollette.
Guarda quali sono le aziende più inquinanti in Italia nella "classifica" stilata da Greenpeace.

Energia solare illimitata: oggi si può.

Boston, 1 Agosto 2008

In uno studio pubblicato dalla rivista «Science» gli ingegneri del Massachussets institute of technology hanno descritto per la prima volta un modo per immagazzinare l'energia prodotta dai pannelli solari.
La scoperta si ispira alla fotosintesi, nel passaggio in cui l'acqua viene scissa in idrogeno e ossigeno: il procedimento consiste in un nuovo catalizzatore, una sostanza in grado di favorire una reazione che alla fine può essere recuperata intatta, a basso costo e che funziona a temperatura ambiente. Grazie a questo sistema, l'elettricità prodotta da un pannello fotovoltaico viene utilizzata per scindere l'acqua in idrogeno e ossigeno gassosi, che vengono immagazzinati e utilizzati per alimentare delle celle a combustibile.
E' un traguardo molto importante perché, a differenza di oggi, l'energia solare sarà illimitata anche in assenza del sole e secondo i ricercatori sarà un processo facile, realizzabile in meno di dieci anni.

Napoli: dove sono finiti i rifiuti?

Napoli, 20 Luglio 2008

Il Governo ha annunciato che l'emergenza rifiuti, nella grande maggioranza dei siti campani, è terminata.
I cumuli di spazzatura che invadevano il territorio sono stati rimossi: ma dove sono finiti i rifiuti?
Purtroppo, con ogni probabilità, sono stati raccolti in modo indifferenziato ed accatastati in attesa di essere inceneriti o sepolti.
Il programma del governo prevede infatti l'apertura di 10 discariche e l'avvio al funzionamento di 4 inceneritori, finanziati con la quota Cip6 destinata allo sviluppo di energie rinnovabili.
4 inceneritori che, per funzionare, una volta terminata la "scorta dell'emergenza", avranno bisogno di "importare" rifiuti dall'esterno, poiché la quantità di rifiuti campani prodotti è sufficiente ad alimentare un solo inceneritore.
Come potrà decollare la raccolta differenziata in un simile scenario?

G8 senza risultati, e nuovo incidente nucleare in Francia.

Avignone e Tokaido, 9 Luglio 2008

Ennesimo incidente nucleare che segue i recenti (ma dimenticati) analoghi fatti occorsi in Cina (in seguito al terremoto), in Croazia e in Giappone.
E' la volta della Francia, dove nella centrale nucleare di Avignone si è verificata una fuoriuscita di 30 metri cubi (trentamila litri) di acqua contaminata contenente quasi 400 kg di uranio.
L'Agenzia per la Sicurezza Nucleare si è naturalmente affrettata a dichiarare che "il rischio per la popolazione è debole", ma resta il fatto che la balneazione e l'irrigazione agricola sono state vietate e che 400 chili di uranio dispersi nell'ambiente non fanno certo bene.
Un altro episodio che sottolinea come la scelta nucleare implichi rischi elevati e gravi danni per la salute e per l'ambiente.
Il tutto, subito dopo il G8 del Giappone dove in pratica si è giunti al nulla di fatto: continua il braccio di ferro tra USA da una parte e Cina e India dall'altra sulla disponibilità ad adottare scelte concrete ed efficaci contro i gas serra.
Unico risultato la disponibilità a favorire politiche di sviluppo di tecnologie contro la dipendenza petrolifera con un ipotetico obiettivo di abbattimento delle emissioni di gas serra del 50% entro il 2050, anche attraverso il rilancio dell'energia nucleare.
Leggi a tal proposito cosa spiega Jeremy Rifkin, uno dei maggiori consulenti energetici a livello mondiale.

Jeremy Rifkin: il nucleare non conviene, ed ecco perché.

Roma, 8 Luglio 2008

Jeremy Rifkin ha rilasciato un'intervista al blog di Beppe Grillo: il famoso consulente energetico spiega perché la scelta nucleare non sia conveniente sia da un punto di vista economico che da quello ambientale.
Le molte implicazioni negative del nucleare e gli stessi suggerimenti che Rifkin propone alle numerose aziende internazionali che usufruiscono delle sue consulenze.
Da leggere e da vedere.

La macchina ad acqua esiste, ora bisogna produrla.

Osaka, 14 Giugno 2008

Dopo Eolo, la macchina ad aria compressa mai entrata in produzione, ecco dal Giappone l'ennesima dimostrazione della possibilità concreta di utilizzare risorse rinnovabili, e non inquinanti, per garantire la mobilità: è la macchina ad acqua.
Presentato ad Osaka dalla Genepax, il prototipo è equipaggiato con un motore in grado di marciare per 1 ora, alla velocità di 80 km/h, utilizzando qualsiasi tipo d'acqua (di rubinetto, mare o fiume).
L'aspetto molto interessante è costituito dal fatto che la macchina non ha bisogno di infrastrutture per la ricarica, come avviene invece, per esempio, per le macchine elettriche o in un futuro piuttosto lontano per le auto ad idrogeno.
Infatti, basta versare l'acqua dentro il serbatoio collegato ad un generatore, che la scompone e la utilizza per creare energia in grado di far girare il motore.
Ma il problema resta sempre lo stesso: se le case automobilistiche non si interessano al brevetto, chi potrà usare le automobili?

L'energia solare triplica l'efficenza, e l'eolico batte il nucleare.

Delft, 28 Maggio 2008

I ricercatori dell'Università di Delft e della FFRM hanno utilizzato nanocristalli come semiconduttori, e dimostrato come la capacità di produzione di energia delle celle solari con l'uso di questi nanoconduttori venga triplicata.
Si tratta di un'importante scoperta poiché l'ostacolo maggiore nella diffusione dei pannelli solari, è oggi rappresentato dall'elevato costo a fronte di un ammortamento economico relativamente lungo.
Anche alla luce del recente impegno da parte del governo italiano di riaprire agli investimenti per la produzione di energia nucleare, appare inspiegabile perché in un paese come il nostro, l'immensa quantità di energia che ci viene regalata ogni giorno dal sole non venga debitamente sfruttata.
Ma non c'è solo il solare. Il 2007 ha segnato un traguardo storico ed eccezionale, il sorpasso, a livello globale, della produzione di energia eolica sul nucleare: 20 mila megawatt puliti contro i 19 mila prodotti dal nucleare.
L'energia rinnovabile e pulita si dimostra ancora una volta la vera alternativa al petrolio: sostenibile, economica, vantaggiosa!

Le nostre responsabilità per l'effetto serra.

New York, 19 Maggio 2008

Sull'ultimo numero della rivista Nature un gruppo di scienziati ha definitivamente tolto ogni dubbio sulle responsabilità dell'uomo e dell'attuale modello di sviluppo nell'innalzamento delle temperature causate dall'effetto serra.
In un archivio corredato dalla descrizione di oltre 30.000 anomalie climatiche che "inchiodano" l'uomo alle sue responsabilità, i ricercatori ci raccontano come siano mutati gli ambienti naturali tra il 1975 e il 2005 (un tempo brevissimo), e come queste metamorfosi troppo rapide siano riconducibili all'aumento medio di 1 grado causato dall'effetto serra. E' l'ultimo messaggio ai pochi scettici rimasti.
"Questo è il primo studio a collegare l'andamento delle temperature medie globali e i mutamenti climatici osservati in un ampio contesto di sistemi fisico-biologici", spiegano i ricercatori, tanto che "non è possibile invocare le naturali oscillazioni del sistema climatico per giustificarlo». Mutamenti di questa portata, in tempi così brevi, non hanno precedenti nelle ultime centinaia di migliaia di anni. L’uomo e l’aumento esponenziale dei gas serra prodotti con un modello di sviluppo basato sullo sfruttamento indiscriminato delle risorse e l'utilizzo dei combustibili fossili come fonte primaria di energia emergono come i fattori che più di ogni altra causa naturale di breve periodo (attività vulcanica, variazioni della radiazione solare, eccetera) possono aver provocato tutto ciò.

Raccolta differenziata dell'alluminio: utile e in crescita.

Milano, 2 Maggio 2008

Il Cial (Consorzio Imballaggi Allumino) ha reso noti i dati relativi alla raccolta e al riciclo di alluminio nel nostro paese: nel 2007 sono state recuperate 43.000 tonnellate di imballaggi in alluminio (lattine, componentistica, oggetti, ecc), pari al 59% del consumo.
Di queste, 38.600 tonnellate sono state riciclate, evitando l'emissione di 400.000 tonnellate di CO2 e assicurando un risparmio energetico pari a 144.000 TEP (tonnellate equivalenti di petrolio).

Un risultato importante che evidenzia ancora una volta la convenienza non solo "ambientale" ma anche economica della raccolta differenziata, una buona pratica che garantisce rispetto per l'ambiente, risparmio energetico (ben il 95% di risparmio rispetto alla produzione di alluminio "nuovo") e indipendenza nella fase di produzione  poiché, è bene ricordarlo, sul territorio italiano non vi è alcun giacimento di bauxite.
Oggi la raccolta differenziata dell'alluminio, che ha visto un incremento del 15% nell'ultimo biennio, coinvolge oltre 36 milioni di cittadini e 260 operatori convenzionati in 4.000 Comuni italiani.

Rifiuti: Italia maglia nera e condannata dall'UE.

Bruxelles, 10 Aprile 2008

E' l'Italia la maglia nera nella gestione dei rifiuti in area UE: la corte di Giustizia Europea ha infatti condannato il nostro paese ad una sanzione per la tardiva e non corretta applicazione della direttiva europea per la prevenzione delle ripercussioni negative dovute alle discariche.
La direttiva prevede che gli Stati Membri elaborino una strategia nazionale per la riduzione dei rifiuti, per una regolarizzazione degli smaltimenti e delle discariche, strategia applicata male e tardivamente dall'Italia.
La contestazione europea riguarda in particolar modo le nuove discariche, per le quali il governo ha applicato il trattamento più favorevole previsto dalla legislazione precedente. Anche sul versante rifiuti pericolosi, le regole transitorie previste sembra non siano state fatte applicare alle discariche già esistenti ma solo su quelle di nuova realizzazione, in contrasto con la normativa europea.

E' il solare l'energia del futuro: sottoscrivi l'appello dei ricercatori.

Roma, 2 Aprile 2008

E' l'energia solare l'unico investimento che può garantire all'Italia un futuro energetico sostenibile. Questa è la conclusione alla quale sono arrivati più di 600 tra docenti universitari e ricercatori, che hanno sottoscritto un appello ai candidati premier 2008. Docenti e ricercatori chiedono che "venga messa da parte tanto la tentazione nucleare che quella legata all'utilizzo del carbone". "Sentiamo il dovere - prosegue il comunicato - di informare la classe politica e il Paese riguardo la crisi energetica e climatica incombente, che minaccia di compromettere irrimediabilmente la salute e il benessere delle generazioni future".

Scienziati dunque controccorrente rispetto a quanti vedono nel ritorno al nucleare una soluzione soprattutto alla dipendenza energetica dall'estero del nostro paese.
L'appello dei ricercatori sottolinea ancora che "chi guiderà il prossimo governo dovrà sviluppare l'uso delle fonti di energia rinnovabile e in particolare il solare nelle varie forme in cui può essere convertita". "Il sole infatti - ricordano - è una stazione di servizio inesauribile che in un anno invia sulla Terra una quantità di energia pari a diecimila volte il consumo mondiale", mentre "l'opzione nucleare non è opportuna per molti motivi: necessità di enormi finanziamenti pubblici, insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e militare, esposizione ad atti di terrorismo, aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri, scarsità dei combustibili nucleari".

E' anche possibile sottoscrivere l'appello cliccando qui.

Acqua in bottiglia e ambiente, serve più equilibrio nei consumi.

Roma,26 Marzo 2008

Nel 2006 gli italiani hanno utilizzato quasi 6 miliardi di bottiglie di plastica, la cui produzione ha implicato il consumo di mezzo milione di tonnellate di petrolio e la conseguente immissione in atmosfera di 650.000 tonnellate di CO2: è questo il quadro legato al consumo di acqua "minerale" nel nostro paese, consumo costantemente in crescita nonostante l'alta qualità dell'acqua di rubinetto, qualità spesso migliore dell'acqua "confezionata".

Purtroppo, la cattiva gestione delle risorse pubbliche ha creato nei consumatori una grande diffidenza nell'utilizzo dell'acqua di rubinetto, incrementando così un uso veramente eccessivo di acqua in bottiglia, un uso non più sostenibile poiché è ancora troppo bassa la percentuale di imballaggi (cioè le bottiglie vuote) destinati a recupero (circa il 20%). Questo significa sempre maggiori quantità di plastica in discarica o negli inceneritori. Per fortuna, in questo quadro qualcuno muove i primi passi a favore del consumo della buona acqua di rubinetto: in molte scuole, da Torino a Roma, l'acqua in bottiglia è stata eliminata a favore di quella da rubinetto.

Aerei inquinanti: la UE lancia il progetto "Clean Sky".

Bruxelles, 5 Marzo 2008

Un volo andata e ritorno Londra - New York inquina come un impianto di riscaldamento medio tenuto in funzione un anno intero: purtroppo, è facile calcolare quanto inquinamento producano, di conseguenza, i 10 milioni di voli che attraversano ogni anno i cieli europei.

Il rapporto diffuso dall'Agenzia Europea per l'Ambiente parla chiaro: dal 1990 al 2005 le emissioni di CO2 causate dai soli voli nazionali nei 15 stati della zona euro sono aumentate del 44%, e addirittura del 73% se si considerano tutti i voli europei.

Alla grave situazione ambientale provocata da voli che spesso trasportano poche persone, si aggiungono i chilometri in più (una media di 50) effettuati per errori umani o carenze nei controlli, che comportano un ulteriore rilascio di inquinanti in atmosfera pari a  quasi 5 milioni di tonnellate.

Le previsioni sull'aumento del traffico aereo da qui al 2020 parlano di un aumento del 4,5% annuo, che tradotto in cifre significa l'emissione di 284 milioni di tonnellate di CO2 riversate nei nostri cieli. Quasi sconsolato il commento dell'Agenzia Europea: "C'è bisogno di fare molto ma sta accadendo troppo poco".

Ritardi e contraddizioni si spiegano con la complessità del problema poiché nella UE l'industria aeronautica assorbe 3 milioni di posti di lavoro e contribuisce al 2,5% del Pil. Un piano politico per limitare l'inquinamento dei cieli esiste da anni e dovrebbe entrare in vigore dal 2012: le compagnie aeree in arrivo o in partenza dalla Ue dovranno limitare le emissioni ai livelli del 2004-2006 e dovranno entrare almeno in parte nel cosiddetto "mercato dei permessi", che già si applica ad altre industrie, secondo il principio "chi inquina, paga". Purtroppo però la quota prevista è limitata al 10%, a causa appunto delle innumerevoli complicazioni legate al mantenimento di equilibri soprattutto economici. "L'aviazione civile è sovvenzionata da decenni, ora è giusto che paghi per i permessi di emissione soprattutto sui voli brevi e medi dove si può anche scegliere il treno, meno inquinante" sostiene il presidente della Commissione parlamentare trasporti. "E poi, negli Usa già da anni adoperano la leva fiscale sul cherosene".

E come si muove la comunità scientifica? Il maggior progetto di ricerca della Ue, appena lanciato, porta il nome "Clean Sky" e coinvolge 54 industrie di 16 paesi. Il costo di 1,6 miliardi di Euro sarà finanziato al 50% dalla Comunità Europea, e avrà il compito di sviluppare progetti di aerei "ad ala intelligente" o realizzati con materiali superleggeri, con due principali obiettivi: dimezzare CO2 e ridurre l'emissione degli ossidi di azoto.