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Stop alla plastica usa e getta: un passo avanti ma serve di più.



Stop alla produzione di cotton-fioc, posate, piatti, cannucce, palette per mescolare le bevande, bastoncini per i palloncini.

Tutti i prodotti usa e getta di plastica – responsabili del 70% dell’inquinamento da plastica di spiagge e oceani – saranno vietati nell’Unione Europea dal 2021.

Questa la legge in votazione a gennaio 2019, dopo mesi di negoziati e la relazione del Parlamento europeo di ottobre. Per recepire la direttiva, gli Stati membri avranno 2 anni tempo.

Nella misura rientrano anche gli imballaggi per alimenti pronti: l’obiettivo è ridurre il loro consumo a livello nazionale.

L’Ue colpisce anche le plastiche dette oxodegradabili (etichettate biodegradabili in modo abusivo), i recipienti alimentari e le tazze in polistirene espanso utilizzati nel confezionamento di piatti pronti.


“Gli europei sono consapevoli che la plastica costituisce un enorme problema e l’Ue nel suo insieme ha dato prova di grande coraggio nell’affrontarlo, rendendosi riferimento nella gestione degli scarti plastici in mare“, ha dichiarato il primo vice presidente della Commissione.

La Commissione presenta la direttiva come “lo strumento giuridico più ambizioso al mondo in materia di rifiuti marini”.

Per l’eurodeputato dei Verdi la nuova direttiva è una “vera vittoria per la conservazione del nostro pianeta e un atto di solidarietà verso le generazioni future”, e l’Ue “deve dimostrare che è possibile eliminare la plastica monouso e diventare un esempio globale“.


Greenpeace sottolinea come ci sia ancora molto da fare. “Dall’Europa arriva un segnale molto importante per contrastare l’inquinamento da plastica nelle acque del Pianeta. Tuttavia i risultati raggiunti, come la riduzione a monte della produzione di alcuni imballaggi e contenitori in plastica monouso, non rispondono come dovrebbero alla gravità dell’inquinamento dei nostri mari e dei nostri fiumi”.




Si è ancora lontani però da una vera soluzione: senza introdurre misure vincolanti per gli Stati membri al fine di ridurre il consumo di contenitori monouso per alimenti, e nello specifico ritardando di quattro anni l’obbligo di raccogliere separatamente il 90% delle bottiglie in plastica, l’UE di fatto favorisce le grandi multinazionali garantendo loro la possibilità di fare ancora profitti ingiustificati a scapito dell’Ambiente con la produzione di plastica usa e getta“.