ENERGIA NUCLEARE? NO GRAZIE, MA VEDIAMO PRO E CONTRO
Energia nucleare: vantaggi, criticità e geopolitica della fissione.
L'energia nucleare da fissione è una fonte energetica a basse emissioni dirette di carbonio, ma caratterizzata da accesi dibattiti economici, politici e ambientali. Vediamo i pro e i contro.
Come funziona la fissione
La produzione di energia avviene nei reattori attraverso il bombardamento di nuclei di atomi pesanti (prevalentemente Uranio-235) con neutroni.
Il nucleo si scinde in due frammenti più leggeri, rilasciando un'elevata quantità di energia termica e ulteriori neutroni liberi: questi neutroni vanno a colpire altri nuclei di uranio, innescando e mantenendo la reazione a catena controllata.
Quali sono i principali vantaggi?
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zero emissioni dirette di CO2: durante la generazione elettrica, la centrale non brucia combustibili fossili e non rilascia gas a effetto serra in atmosfera.
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elevata continuità (baseload): garantisce un flusso costante di energia indipendentemente dalle condizioni meteorologiche, con fattori di capacità medi superiori all'80%.
Quali sono le criticità e gli aspetti negativi?
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gestione delle scorie radioattive: la fissione genera prodotti di decadimento e materiali altamente radioattivi che necessitano di stoccaggio sicuro per tempi geologici (fino a centinaia di migliaia di anni).
Le soluzioni attuali prevedono il condizionamento solido (vetrificazione) e il posizionamento in depositi geologici profondi con barriere ingegnerizzate. -
elevatissimi costi iniziali e tempi di cantiere: la realizzazione di un grande impianto richiede investimenti miliardari (CAPEX) e tempi di costruzione che spesso superano i 10-15 anni, richiedendo garanzie o interventi del settore pubblico.
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fabbisogno idrico e vulnerabilità climatica: i reattori richiedono enormi volumi d'acqua per i circuiti di raffreddamento.
Ondate di calore e severe siccità possono costringere le centrali vicine ai fiumi a ridurre la produzione per non surriscaldare gli ecosistemi fluviali. -
sicurezza e rischio residuo: nonostante i sistemi di sicurezza passivi di nuova generazione, l'opinione pubblica rimane influenzata dal ricordo dei grandi incidenti storici (Chernobyl, Fukushima).
La critica principale risiede nell'impossibilità di azzerare del tutto il rischio di evento catastrofico o di minaccia bellica/terroristica. -
accettazione sociale e localizzazione (NIMBY): la scelta dei siti per le centrali o per i depositi nazionali di scorie incontra fortissime resistenze da parte delle comunità locali.
Il contesto italiano e i referendum
In Italia la produzione nucleare si è interrotta a seguito dei referendum del 1987 (dopo il disastro di Chernobyl) e del 2011 (dopo Fukushima), che hanno abrogato le norme sull'ubicazione degli impianti e sui contributi agli enti locali, portando alla dismissione del parco reattori.
Per quanto riguarda le risorse nazionali e la dipendenza: le riserve geologiche di uranio in Italia sono trascurabili e non economicamente sfruttabili; un eventuale ritorno al nucleare tradizionale o ad avanzato (SMR) richiederebbe l'importazione totale della materia prima ed eventualmente dei servizi di arricchimento all'estero.
Geopolitica dell'Uranio e mercato globale
Nel 2024 (ultimi dati aggiornati disponibili) la produzione nucleare globale ha raggiunto il record assoluto di 2.677 TWh, coprendo circa il 9% dell'elettricità mondiale (una quota percentuale in calo rispetto al passato per l'esplosione delle fonti rinnovabili).
Tuttavia, il settore risente di fortissime vulnerabilità geopolitiche:
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dipendenza dalla Russia: la Russia (tramite Rosatom) controlla oltre il 40% delle capacità mondiali di arricchimento dell'uranio ed è l'unico fornitore commerciale di carburante HALEU (High-Assay Low-Enriched Uranium), necessario per molti reattori di nuova generazione.
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instabilità nei paesi estrattori: il colpo di Stato in Niger (che copriva circa un quarto dell'uranio importato dall'UE) e la concentrazione dell'estrazione in Paesi come il Kazakistan evidenziano i rischi della catena di approvvigionamento.
Le alternative per il futuro
Di fronte alla complessa transizione energetica, la maggior parte delle strategie di sostenibilità indica tre direttrici prioritarie:
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Efficienza e risparmio energetico: ridurre i consumi superflui e isolare termicamente l'edificato.
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Elettrificazione ed efficienza tecnologica: adottare pompe di calore, mobilità elettrica e processi industriali efficienti.
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Sviluppo accelerato delle rinnovabili e degli accumuli: investire su solare, eolico, idroelettrico, geotermico e batterie per creare un sistema elettrico decarbonizzato, flessibile e indipendente.
