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RISCALDAMENTO GLOBALE

Global warming e riscaldamento globale.

Per riscaldamento globale si intendono le fasi di aumento medio delle temperature in atmosfera e negli oceani che si verificano per cause e fenomeni naturali (cambiamenti climatici). E' un termine comunemente usato, ma impropriamente, per definire il surriscaldamento climatico (o global warming in inglese) prodotto dalle attività umane, cioè il contributo antropico al riscaldamento del clima.

 

La temperatura terrestre è regolata principalmente da 4 fattori:
> l'irraggiamento solare
> l'atmosfera
> il calore interno della Terra
> l'effetto serra naturale


Di questi 4 fattori, l'effetto serra e l'irraggiamento solare sono parametri che, ormai senza dubbio, possono essere modificati antropicamente (cioè dall'uomo per mezzo delle proprie attività, e nello specifico l'utilizzo di immense quantità di combustibili fossili).
I gas serra sono gas presenti in atmosfera, sia di origine naturale che antropica, che filtrano le radiazioni solari e ostacolano l'uscita delle radiazioni infrarosse in modo da permettere ai raggi solari di rimbalzare sul suolo terrestre dirigendosi nuovamente verso l'alto, e impedendone quindi la loro completa dispersione nello spazio attraverso il "rimbalzo/ritorno" verso il basso (cioè il suolo). L'effetto serra è un fenomeno naturale da sempre presente sulla terra e senza il quale la temperatura sarebbe mediamente di 30° più bassa.

L'anidride carbonica è responsabile di circa il 15% dell'effetto serra naturale. Da ricordare che anche il metano, un gas prodotto dalla degradazione anaerobica (cioè in assenza di ossigeno) è responsabile per l'8%: questa quota è sensibilmente aumentata fino a raggiungere l'attuale livello anche a causa delle grandi quantità di metano prodotto dalle discariche.

Il National Oceanic and Atmospheric Administration (NOOA) ha registrato, a novembre 2017, una concentrazione media globale di CO2 atmosferica pari a 405,14 parti per milione (ppm); 400 ppm solo a giugno 2017. Un valore senza precedenti negli ultimi 800.000 anni.
In Italia, la caratteristica più rilevante del clima, nel 2017, è stata la persistenza di condizioni siccitose e allo stesso tempo la presenza di precipitazioni di forte intensità.


Ad aggravare la situazione, la deforestazione, che in pratica riduce la presenza di "catturatori" naturali di CO2 quali sono gli alberi.

L'incremento di anidride carbonica legato all'uso di combustibili viene amplificato dal conseguente riscaldamento degli oceani, che contengono una grande quantità (disciolta) di CO2 ed il riscaldamento dei mari ne causerebbe, di conseguenza, l'emissione in atmosfera. Da qui, i cambiamenti climatici in atto e il riscaldamento globale.

Inoltre, poiché a maggior temperatura corrisponde maggiore evaporazione, il vapore acqueo (il gas serra principale) accresce ulteriormente il riscaldamento globale e i conseguenti cambiamenti climatici responsabili di eventi naturali estremi.

 

Effetti del riscaldamento globale (surriscaldamento climatico e cambiamenti climatici).

Secondo i modelli climatici elaborati dall'IPCC, nel corso del primo secolo del terzo millennio i cambiamenti climatici porteranno all'aumento della temperatura media in una scala compresa tra 1,4 e 5,8 gradi centigradi, con
scioglimento dei ghiacciai (nel 2017 la minore estensione mai registrata), disgregazione delle calotte polari, aumento del livello dei mari, modifiche nella distribuzione delle piogge, eventi naturali estremi.

Tra gli effetti previsti, uno studio mette in luce la possibilità di estinzione, su un campione di 1.103 tra specie animali e floreali, di una quota compresa tra il 18 e il 35% entro il 2050.

Tra l'altro, gli effetti del riscaldamento globale potrebbero essere addirittura maggiori se non si fosse registrata una riduzione dell'irraggiamento solare dovuta all'inquinamento atmosferico, quindi paradossalmente una riduzione degli inquinanti potrebbe portare ad un ulteriore aumento rispetto a quanto ipotizzato e ad un incremento dei cambiamenti climatici.

Infine, va segnalata l'ipotesi di diffusione di malattie come la malaria, l'acidificazione degli oceani, un ulteriore riduzione dello strato di ozono e gravi ripercussioni sul sistema agricolo globale.
Uno scenario quindi tutt'altro che sereno che impone alla comunità uno sforzo nella direzione di uno sviluppo sostenibile e l'eliminazione graduale dell'uso di energia da fonti fossili, una politica a favore del risparmio energetico e dell'utilizzo di energia pulita e rinnovabile.