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COS'È E COME FUNZIONA LA RACCOLTA DIFFERENZIATA: I DATI IN ITALIA

In un mondo che produce sempre più rifiuti, non sappiamo come gestirli: eppure la Terra e l'intero ecosistema hanno da sempre provveduto a smaltire in modo naturale i resti prodotti, in un processo di assorbimento integrato ed indispensabile alla sopravvivenza del sistema stesso: in altre parole, l'Ambiente da sempre utilizza ciò che ha terminato il ciclo di vita a favore di nuova vita, un circolo virtuoso dal quale dobbiamo imparare ma soprattutto imitare.
 

In Natura il concetto di rifiuto non esiste.
 

Tutto ciò che termina il proprio ciclo di vita naturale viene assorbito dall'ambiente e rimesso in circolo, e questo è quello che dobbiamo fare: produrre oggetti e beni che possano essere assorbiti dall'ambiente una volta terminato il loro utilizzo.
Fino a che ciò non sarà possibile, abituiamoci a valorizzare anziché gettare i rifiuti che produciamo. Dobbiamo imparare a considerarli una risorsa.

 

La soluzione è innanzitutto cercare di produrne il meno possibile (meno imballaggi, utilizzo di materiali naturali, messa al bando di prodotti inutili e usa e getta) e cercare di far durare il più a lungo possibile ciò che utilizziamo e, in seguito, valorizzare quello che scartiamo riutilizzando tutti i materiali che possono essere riciclati con la raccolta differenziata: la raccolta differenziata è infatti oggi l'unico modo sostenibile di smaltire i nostri rifiuti.

 

Il riciclo nasce per fini ambientali ma ha anche effetti collaterali positivi e crea valore per la comunità, perchè i suoi effetti producono non solo un miglioramento all'Ambiente e quindi alla qualità della vita, ma anche lavoro ad una lunga filiera.
La produzione dei rifiuti urbani cresce, nel 2014, di un + 0,3% rispetto al 2013, parallelamente all’aumento dei consumi delle famiglie e dopo un triennio in cui si era osservata una riduzione complessiva di circa 2,9 milioni di tonnellate (-8,9%). Cresce di più al Nord (+1,4% pari a +188 mila tonnellate), mentre scende al Centro (-0,3%) e al Sud (-0,9%).

 

Pur con 6 anni di ritardo, l’Italia ha raggiunto nel 2014 l’obiettivo del 45,2% di raccolta differenziata (13,4 milioni di tonnellate), segnando un aumento del 3% rispetto al 2013.

 

Dagli ultimi dati disponibili (2016) del Report Istat (qui il documento integrale), risulta un quadro nazionale frammentato ma, seppur con qualche criticità, abbastanza positivo soprattutto al nord:

Nel 2016, la quantità raccolta di rifiuti urbaniè di 496,7 kg per abitante (+2,2% rispetto al 2015).

 

La percentuale di raccolta differenziata sul totale dei rifiuti è del 52,5% (+5punti percentualisull’anno precedente).

 

I livelli più alti di produzione di rifiuti urbani si rilevano in Emilia-Romagna (653,0 kg per abitante) e Toscana (616,2). Il Molise (387,0) e la Basilicata (353,0), invece, sono le regioni in cui se ne producono di meno.

 

La frequenza della raccolta differenziata dei rifiuti urbani varia sul territorio: livelli molto elevati si registrano nella provincia autonoma di Trento (74,3%), in Veneto (72,9%), Lombardia (68,1%), Friuli-VeneziaGiulia (67,1%) e nella provincia autonoma di Bolzano (66,4%). In queste stesse zone la quantità pro capite di rifiuti urbani è al di sotto della media.

 

Nel 2017 si stima che l’85,0% delle famiglie effettui con regolaritàla raccolta differenziata della plastica (39,7% nel 1998), il 74,6% dell’alluminio (27,8%),l’84,8% dellacarta(46,9%) e l’84,1% del vetro(52,6%).

 

Le famiglie residenti nel Nord differenziano maggiormente i rifiuti rispetto allealtre zone del Paese.

 

Il primato spetta alle famigliedel Nord-ovest: vetro 91,8%; contenitori in alluminio 81,0%, quelli in plastica 91,1% e la carta 91,4%: molto vicini al 100%!

Scopri e impara le varie tipologie di rifiuti per una corretta raccolta differenziata