QUALI SONO I TIPI DI RIFIUTO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA

Raccolta differenziata plastica.
Con il riciclo di 1.000 tonnellate di plastica (equivalente alla quantità di plastica consumata in una piccola città) si ottiene il risparmio di circa 3.500 tonnellate di petrolio, l'equivalente dell'energia usata da 15.000 frigoriferi in un anno.
Nel 2019  (ultimi dati disponibili) la raccolta differenziata della plastica ha registrato incremento di oltre il 12% rispetto al 2018.
Questa buona pratica evita l'immissione di oltre 2 milioni di tonnellate di CO2 in atmosfera. Guarda questo video davvero ben fatto realizzato dal Corepla.


Raccolta differenziata carta.
Per produrre una tonnellata di carta vergine occorrono 15 alberi, 440.000 litri d'acqua e 7.600 kwh di energia elettrica.
Per produrre invece una tonnellata di carta riciclata bastano 1.800 litri d'acqua e 2.700 kwh di energia elettrica, ma soprattutto nessun albero abbattuto: riciclare la carta contribuisce a contrastare la deforestazione.
Sono oltre 3,5 milioni le tonnellate di materiale cartaceo raccolto dai Comuni con un pro-capite che supera i 16 kg/abitante. Guarda come funziona il riciclo di carta e cartone in questo breve ma ben fatto video realizzato dal Conai.

 

Raccolta differenziata vetro.
Nella produzione di vetro "nuovo", per ogni 10% di rottame di vetro inserito nei forni si ottiene un risparmio del 2,55% di energia, equivalente ad oltre 130 litri di petrolio risparmiato per ogni tonnellata di vetro riciclato usato.
Si stima che l'industria vetraria registri ogni anno un risparmio energetico, grazie alla raccolta differenziata, pari a oltre 500.000 tonnellate di petrolio.

In Italia, la  filiera  del  vetro  nel  2019  ha  avviato  a riciclo  oltre 2.270.000 tonnellate del vetro immesso al consumo.

Le quantità di raccolta scartate sono state circa 300.000 tonnellate, ancora in aumento rispetto al 2018.

Questo, a causa  dell’aumento  del  vetro  perso  nel  processo  di  espulsione  dei  materiali impropri  (cristallo,  ceramica  e  altro) effettuato  dalle  macchine  di  selezione  degli  impianti  di trattamento: ecco perchè è importante differenziare bene, inserendo nelle campane solo vetro pulito come da indicazioni apposte nei contenitori. Guarda questo bel video realizzato da Coreve,

 

Raccolta differenziata umido (COMPOSTAGGIO).
Sono 7.296.000 le tonnellate di rifiuto organico (umido+verde ) raccolte nel 2019 (ultimo dato disponibile).
Riciclare il rifiuto umido è percio molto importante (in 20 anni sono state trattate quasi 60 milioni di tonnellate di scarti organici, pari a quasi il doppio dell'intera produzione italiana di rifiuti urbani in un anno).
Più del 70% del compost realizzato negli impianti di compostaggio viene impiegato in agricoltura, mentre il restante è trasformato in prodotti per il giardinaggio/florovivaismo e per le opere di recupero paesaggistico.

L'utilizzo del compost, oltre a ridurre la quantità di scarti da destinare a discarica o ad incenerimento, consente un minor impiego di fertilizzanti minerali, derivanti da risorse non rinnovabili.

Se hai la fortuna di avere un piccolo orto o giardino, guarda questo bel video realizzato dal Bosco di Ogigia e scopri come puoi avere un compost di qualità.
 

Raccolta differenziata verde (RAMAGLIE).
Gli scarti provenienti dalla cura delle aree verdi e dei nostri giardini (foglie, erba, residui floreali, ramaglie, potature) costituiscono una parte consistente dei rifiuti prodotti e sono fondamentali per il processo di compostaggio industriale (vedi voce sopra).
Ne sono sufficienti 10 tonnellate per fertilizzare un ettaro di terreno.

 

Raccolta differenziata metalli (alluminio).
Per ricavare dalla bauxite 1 kg di alluminio nuovo sono necessari 14 kWh, mentre per ricavare 1 kg di alluminio da quello riciclato servono solo 0,7 kWh di energia, pari al 95% in meno dell'energia richiesta; in Italia la bauxite è quasi assente, e questo crea un ulteriore problema, quello della dipendenza per l'importazione dall'estero.
L'alluminio riciclato ha proprietà equivalenti all'alluminio nuovo: quasi il 50% dell'alluminio circolante in Italia è riciclato.

Il 2017 (ultimi dati disponibili) ha registrato risultati positivi in linea con gli ultimi anni: sono state recuperate 47.800 tonnellate di imballaggi in alluminio, pari al 68,6% dell’immesso nel mercato, cioè 69.700 tonnellate. Guarda questo breve video realizzato dal Conai.
Ad oggi, sono 6.777  i Comuni italiani nei quali è attiva la raccolta differenziata degli imballaggi in alluminio (l’85% del totale) con il coinvolgimento di circa 53,9 milioni di abitanti (l’89% della popolazione italiana).

Questi numeri hanno permesso al nostro Paese di evitare l'immissione in atmosfera di 410.000 tonnellate di CO2 e un risparmio ernergetico pari a 180.000 tonnellate equivalenti di petrolio.

 

Raccolta differenziata RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche).
Nel 2017 (ultimi dati disponibili), a fronte di 935.950 tonnellate di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche immesse mediamente all’anno sul mercato e dichiarate al Registro AEE nel triennio 2014-2016, gli Impianti autorizzati hanno trattato 385.544 tonnellate di RAEE, di cui il 78% - pari a 300.707 t – provenienti da RAEE domestici e il 22% - pari a 84.837 t - da RAEE professionali.

Nel complesso la dichiarazione 2017 registra un incremento del 6,8% dei RAEE trattati rispetto all’anno precedente. In particolare, ben 296.274 tonnellate dei RAEE di origine domestica sono state trasportate dai Sistemi Collettivi associati al Centro di Coordinamento RAEE agli Impianti di Trattamento in Italia e all’estero sono stati raccolti tramite la raccolta differenziata rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche per oltre 75.900 tonnellate (+ 6,8% rispetto al 2013), con una media pro-capite superiore ai 4 kg, che opportunamente trattati hannno permesso un risparmio complessivo in termini dii emissioni di CO2 pari 850.000 tonnellate di CO2.
Riciclare correttamente i nostri vecchi elettrodomestici come frigoriferi, televisioni, compuetr, ecc, è importante: molti prodotti elettrici o elettronici contengono al loro interno materiali assai inquinanti, con effetti gravi sull'Ambiente anche in piccole quantità  (piombo, mercurio). Frigoriferi e congelatori (il 50% circa dei RAEE) sono costituiti per lo più da acciaio e plastica ma contengono anche sostanze chiamate clorofluorocarburi (CFC), responsabili dei danni all'ozono atmosferico.Si stima che ogni frigo contenga in media 250 grammi di CFC vari (freon, poliuretano), oltre all'olio minerale altamente dannoso contenuto nel motore dell'impianto refrigerante. Guarda questo interessante video realizzato da Virgilio Video.

 

Raccolta differenziata olio vegetale esausto.
In Italia vengono immessi al consumo circa 1.400.000.000 kg. di olio vegetale all'anno.
E, una volta usato in cucina, diventa rifiuto altamente inquinante: importantissimi diventano quindi la raccolta e il riciclo dell'olio esausto.
Ogni anno restituiamo all'ambiente , attraverso lo sversamento nella rete pubblica collegata al nostro lavandino, milioni di kg di olio, in gran parte sotto forma di residuo di fritture e quindi ricco di sostanze inquinanti. Ciò costituisce una grave minaccia di inquinamento:
   1.        per il sottosuolo, perché rende inutilizzabili pozzi di acqua potabile anche molto lontani;
   2.        per la flora, perché impedisce alle radici delle piante di assorbire le sostanze nutritive;
   3.        per qualsiasi specchio d'acqua poiché impedisce l'ossigenazione e compromette gravemente la vita di flora fauna;
   4.        per i depuratori, perché ne ostruiscono e ne influenzano il corretto funzionamento.

Ecco perchè è importantissimo raccogliere e conferire all'isola ecologica il nostro olio usato o, se produttori, accordarsi per il ritiro nella propria sede operativa. Guarda questo video realizzato dal Gruppo Lem.
 

Raccolta differenziata olio minerale.
L'olio minerale usato (olii lubrificanti nell'artigianato, negli autoveicoli, nell'industria, ecc.) è per la quasi totalità recuperabile. Guarda questo bel video.
Da 100 kg di olio usato si ottengono 68 kg di olio nuovo.
Sono principalmente 3 le modalità di recupero: rigenerazione, termodistruzione e combustione.
Nel 2013 (ultimi dati disponibili, fonte Coou) sono stati raccolti 171.000 tonnellate di oli lubrificanti usati, una quantità vicina alla totalità del potenziale raccoglibile.
Lo sversamento di oli esausti su un terreno qualsiasi è un danno ambientale molto grave, perché quando questo rifiuto viene disperso nel sottosuolo deposita un film sottilissimo attorno alle particelle di terra e forma in tal modo uno strato di sbarramento tra le particelle stesse, l'acqua e le radici capillari delle piante, impedendone l'assunzione delle sostanze nutritive. Se l'olio esausto raggiunge la falda freatica forma uno strato lentiforme di 3/5 cm di spessore, che si sposta con la falda stessa verso valle, e può raggiungere pozzi di acqua potabile anche molto lontani determinando gravi conseguenze alla salute pubblica.

 

Raccolta differenziata pneumatici.
Secondo i dati pubblicati dal MATTM, nel 2016 (ultimi dati disponibili) l’immesso al consumo degli pneumatici nel mercato del ricambio è stato di 399.300 tonnellate e nello stesso anno sono stati gestite 354.900 tonnellate di PFU (pneumatici fuori uso), il 6% in più rispetto al 2015.

Secondo i dati forniti da tre dei principali Consorzi di filiera (Ecopneus, Ecotyre, Greentyre) nel 2016 si stima siano state avviate a recupero di materia oltre 135.300 tonnellate di materie recuperate dagli pneumatici esausti, di cui 102.500 tonnellate sono costituite da gomma (75,8%), 32,300 tonnellate da acciaio (24%) e 400 kt da fibre tessili (0,3%). Ammontano, invece, a 173.000 le tonnellate di materiale avviate a cosiddetto recupero energetico (inceneritori e cementifici).
Il recupero corretto dei pneumatici usati avviene, per esempio, con la triturazione: alla temperatura di 100° sotto zero raggiunta tramite l'impiego di azoto liquido, la triturazione meccanica diventa semplice e la successiva separazione automatica dei vari componenti assicura un riciclo pressochè totale dei materiali, che vengono utilizzati come sottostrati anti-rumore per strade ed autostrade, piste da corsa e campi sportivi, ecc. Guarda questo interessante video realizzato da Ecopneus.

Raccolta differenziata rifiuti ingombranti.
I rifiuti ingombranti sono tutti quei rifiuti domestici di grandi dimensioni che non possono essere conferiti nei contenitori per la raccolta differenziata. Per esempio materassi, lastre di vetro e specchi, damigiane, mobili, divani, ma anche frigoriferi ed elettrodomestici (RAEE).

Ogni Comune deve mettere a disposizione del cittadino sia un'isola ecologica dove poter conferire in autonomia, se residenti, i propri rifiuti ingombranti, sia un servizio di ritiro gratuito a domicilio, o nelle immediate vicinanze, su appuntamento.

Utilizzare il servizio di raccolta dei rifiuti ingombranti è importante perchè contribuisce in modo fondamentale alla riduzione della parte di rifiuti destinati alla discarica o all'inceneritore.