Cambiamento climatico 2026: il nuovo rapporto Copernicus e l’allarme El Niño.
- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 2 min
Il 2025 supera la soglia critica: +1,4°C rispetto all’era pre-industriale.
Il Programma Copernicus dell’UE ha pubblicato il 14 gennaio 2026 il rapporto Global Climate Highlights 2025.
I dati sono inequivocabili: il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato, con un riscaldamento globale medio di +1,4°C rispetto ai livelli pre-industriali.
Ancora più allarmante: la media triennale 2023-2025 ha superato per la prima volta la soglia di +1,5°C, il limite fissato dall’Accordo di Parigi.
Gli ultimi 11 anni sono stati i più caldi della storia.
El Niño 2026: “benzina sul fuoco” per il clima globale
A pochi mesi dal rapporto Copernicus, l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) delle Nazioni Unite ha lanciato un nuovo allarme: El Niño tornerà con intensità record entro l’autunno 2026.
C’è un’80% di probabilità che il fenomeno si formi entro settembre e un 90% di probabilità che persista fino a novembre. Alcuni esperti lo definiscono già un “Super El Niño”, il più intenso di questo secolo.
Le acque del Pacifico tropicale sono già 6°C sopra la media primaverile: l’OMM avverte che i prossimi mesi potrebbero essere i più caldi di sempre.
Impatti sulla salute e sull’ambiente
Il rapporto Copernicus evidenzia come la crisi climatica stia già avendo conseguenze dirette e drammatiche sulla salute pubblica.
Nel 2025 si è registrato un aumento degli accessi al pronto soccorso per colpi di calore, un peggioramento delle malattie cardiovascolari e respiratorie, e un incremento della mortalità estiva, soprattutto tra gli anziani.
In più, il riscaldamento globale sta favorendo la diffusione di insetti vettori, come le zanzare, che aumentano il rischio di malattie infettive.
L’Italia tra le regioni europee più vulnerabili
Il rapporto indica l’Italia come una delle regioni europee più esposte agli impatti del riscaldamento globale.
Durante l’estate 2025, l’Italia (in particolare il Centro e il Sud) ha registrato ondate di calore ripetute, spesso precoci e accompagnate da condizioni di umidità elevata. Le città più colpite sono state Roma, Firenze, Bari, Palermo e Cagliari.
Il Mar Mediterraneo ha continuato nel 2025 a mostrare anomalie di temperatura della superficie marina ben sopra la media, contribuendo a prolungate ondate di calore e siccità.
La risposta necessaria: mitigazione e adattamento
Il segretario generale dell’ONU, António Guterres, ha definito il ritorno di El Niño come “benzina sul fuoco” per la Terra.
È fondamentale agire in fretta per limitare i danni, ponendo fine alla dipendenza mondiale dai combustibili fossili e accelerando il passaggio verso l’energia rinnovabile.
Fonti:





Commenti