SHARING ECONOMY
Sharing economy: l'economia della condivisione e dell'accesso.
Per sharing economy (o economia collaborativa) si intende un modello socio-economico basato sulla condivisione, il noleggio temporaneo, il prestito o lo scambio di beni, spazi e servizi.
Il suo obiettivo primario è soddisfare i bisogni dei consumatori massimizzando l'utilizzo delle risorse esistenti e abbattendo gli sprechi legati al loro inutilizzo (l'esempio classico è l'automobile privata, che resta ferma per oltre il 90% della sua vita utile).
Il legame strategico con l'Economia Circolare
La sharing economy rappresenta una delle leve operative più potenti dell'economia circolare. Il modello si fonda su 3 pilastri cardine:
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dal possesso all'accesso (product-as-a-service): spostare il valore economico dall'acquisto del bene alla fruizione del servizio che il bene eroga.
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ottimizzazione dei beni sotto-utilizzati: sfruttare la capacità residua di veicoli, immobili, attrezzature e macchinari.
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estensione della vita utile: mantenere i beni in uso costante e condiviso, ritardandone lo smaltimento.
Attraverso le piattaforme digitali, cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni mettono in rete le risorse in un'ottica di creazione di valore condiviso, riducendo l'impronta ecologica globale e promuovendo una cultura del consumo consapevole.
Settori chiave ed esempi pratici
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mobilità condivisa (car sharing e micromobilità): consente di utilizzare auto, scooter e bici elettriche all'occorrenza. Riduce il numero di veicoli privati in circolazione, limita il bisogno di nuovi parcheggi e contribuisce alla decarbonizzazione dei trasporti urbani.
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ospitalità e home-sharing: piattaforme che mettono in contatto proprietari e viaggiatori per l'affitto breve di immobili. Valorizzano il patrimonio edilizio esistente senza consumare nuovo suolo (oggi soggette a regolamentazioni UE per garantire un equilibrio socio-abitativo nelle città).
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spazi di lavoro e dinanza collaborativa: Dalla condivisione degli spazi professionali (coworking e makerspace) al sostegno di progetti tramite crowdfunding e prestito peer-to-peer (P2P).
(Nota: la vera sharing economy si distingue dalla pura "Gig Economy" o dai servizi di consegna su richiesta, in quanto incentrata sulla condivisione di asset fisici sottoutilizzati anziché sulla semplice prestazione lavorativa estemporanea).
Dimensioni di mercato
Le analisi di settore (tra cui i report della Commissione Europea e PwC, documento di lavoro SWD(2016) 184 final) confermano che la sharing economy muove centinaia di miliardi di euro in Europa.
I comparti trainanti rimangono i trasporti, il settore immobiliare/turistico, i servizi professionali e la finanza collaborativa, con mercati guida come Germania, Francia, Regno Unito, Spagna e Italia.
Sostenere e utilizzare i servizi di condivisione rappresenta una scelta strategica sia per il risparmio economico individuale sia per la sostenibilità e la resilienza ambientale del pianeta.
