Educazione ambientale, Rispettare la natura, Riciclare: un interesse per tutti.

 
Status Operatore in linea

ECODizionario

A | B | C | D | E | F | G | H | I | K | L | M | N | O | P | R | S | T | U | V | W

Educazione Ambientale

Sensibilizzare e far conoscere agli studenti di tutte le scuole il problema rifiuti con una corretta comunicazione ambientale e informazione ambientale, con visite guidate presso gli impianti di riciclaggio.

Approfondisci l'argomento


Scopri il PeR, il Parco delle Energie rinnovabili in Umbria.

Ambiente: La categoria di HelloDir.com che tratta di Ambiente

Monticello Brianza Comune amico
 

Novità

Archivio informazioni ecologiche

Riscaldamento globale: danni irreversibili

Il riscaldamento globale causato dall'uomo sta portando ad effetti irreversibili: il documento finale della sessione plenaria dell'Ipcc, il gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico riunito a Valencia dal 12 novembre, sottolinea che il riscaldamento planetario " inequivocabile". Nel resoconto finale si legge che "tutti i Continenti e la maggior parte degli Oceani sono o stanno per essere colpiti dai cambiamenti climatici regionali, in particolare dall'aumento della temperatura". Le emissioni globali di gas serra, responsabili dell'aumento globale della temperatura, sono cresciute del 70% tra il 1970 e il 2004.

Secondo gli esperti dell'Ipcc, la "Carbon intensity" delle emissioni globali di gas serra ha cominciato a crescere nuovamente dal 2000. Con l'attuale tasso di incremento (o un tasso maggiore) le emissioni di gas serra produrranno un ulteriore riscaldamento globale, causando molti cambiamenti nel sistema globale climatico. E questo riscaldamento sarà con ogni probabilità maggiore a quello osservato durante il secolo scorso. Gli sforzi e gli investimenti che si faranno nei prossimi 2 o 3 decenni avranno un grande impatto sulle opportunità di realizzare dei livelli di stabilizzazione più bassi ma un ritardo nelle riduzioni delle emissioni, spiegano gli esperti, causerà un aumento del rischio di impatti più severi dei cambiamenti climatici. E le opzioni tecnologiche sono già disponibili o lo saranno nei prossimi decenni, "a condizione - si legge - che siano disponibili adeguati incentivi che ne garantiscano lo sviluppo, l'acquisizione, lo sfruttamento e la diffusione, superando le relative barriere".
Il Wwf definisce "un assordante allarme globale" il contenuto del Rapporto degli scienziati del Gruppo di Lavoro Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici, IPCC, riuniti da lunedì scorso a Valencia, secondo il quale si sta andando verso conseguenze irreversibili per il clima globale.
"Il messaggio dell'IPCC non può essere annacquato o frainteso, la scienza è chiarissima, parla con una sola voce e in modo inequivocabile. I cambiamenti climatici sono il prodotto delle attività umane, ma è altrettanto chiaro che la soluzione del problema è nelle nostre mani - ha dichiarato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia - L'IPCC mostra che per impedire i danni irreparabili e catastrofici dei cambiamenti climatici non bisogna fare altro che ridurre le emissioni. Come ha detto il presidente dell'IPCC, il tempo dei dubbi è passato, ora bisogna agire. Ma dobbiamo agire subito; e se lo facciamo potremo rallentare e, nel lungo periodo, fermare il fenomeno".
Secondo il responsabile del Programma Clima del WWF Italia, "il primo passo dovrà essere fatto proprio dai paesi più ricchi e industrializzati che devono ridurre entro il 2020 le proprie emissioni del 30% al disotto dei livelli del 1990 e investire in tecnologie pulite e progetti di adattamento nei paesi in via di sviluppo".
Il Mediterraneo e il sud Europa sono a rischio siccità e le aree montane subiranno dei ritiri dei ghiacciai e della copertura nevosa. Con conseguenze per il turismo invernale e perdite estensive di specie, che potranno raggiungere il 60% se non diminuiranno sensibilmente le emissioni di gas serra. Anche i rischi per la salute aumenteranno, dovuti ad ondate di calore e all'aumento degli incendi.
Secondo gli esperti, infine, nell'Europa meridionale si avranno temperature più alta e aumenterà la siccit, che causerà effetti oltre che sulla disponibilità di acqua anche sul potenziale idroelettrico, il turismo estivo e la produzione agricola. (Valencia, 18 Novembre 2007)

Riscaldamento efficiente: quanto si può risparmiare

Secondo il Wwf, su circa 400.000 condomini dotati di impianti di riscaldamento centralizzati, 250.000 hanno più di 15 anni di vita, perciò obsoleti ed inefficienti. Se riqualificati , questi impianti permetterebbero nel complesso di ridurre da 4 milioni a 2,5 milioni di Tep (tonnellate equivalenti di petrolio) il consumo di energia, equivalente al 38%; da 15 a 6 milioni di tonnellate le emissioni di Co2 in atmosfera, contribuendo così a raggiungere il 10% degli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto.

Aiutare il clima è possibile e fa risparmiare: è quanto emerge dal dossier "Un milione di condomini efficienti" realizzato dal WWF Italia. Il messaggio che si vuole far giungere al pubblico è che non solo dal 1° luglio 2009 sarà obbligatorio l'attestato di efficienza energetica per la compravendita dei singoli appartamenti ma, cosa più importante, gli interventi di messa in efficienza sono alla portata di tutti.
Su un campione di 53 condomini, tutti diversi per localizzazione geografica e dimensione, sono stati effettuati significativi interventi di messa in efficienza. Dal loro monitoraggio verranno verificate le progressive riduzioni di emissioni, che assieme al traffico sono le principali responsabili dell'inquinamento urbano. Gli interventi eseguiti sui condomini sono tutti partiti dalle cose essenziali, dalla sostituzione cioè di vecchi e inefficienti impianti di riscaldamento. Poichè circa il 30% dei consumi energetici nazionali è assorbito dall'edilizia civile e il 70% di questi è impiegato per riscaldare, queste inefficienze vengono messe nella giusta scala.
Dal dossier emerge che a Milano, Roma, Torino, Firenze, Napoli, Verona, Modena, Treviso, Cuneo, Campobasso e Mantova esistono piccole comunità che già beneficiano del risparmio in bolletta e di C02 nell'aria, grazie a semplici interventi di messa in efficienza nel proprio edificio. Il dossier descrive con schede analitiche tutti gli interventi effettuati, il tempo necessario per metterli in pratica, i costi ed il tempo di ammortamento e il risparmio effettivo sui consumi. Il WWF ha stimato che se un milione di condomini fossero messi in efficienza, intervenendo tanto sugli impianti di riscaldamento che sull'isolamento degli edifici, sarebbe raggiunto il 40% dell'obiettivo di riduzione previsto dal Protocollo di Kyoto per il nostro Paese, con un risparmio per le famiglie italiane fino al 50% delle spese di riscaldamento.

Inquinamento aereo: UE chiede sforzi maggiori alle compagnie

Il Parlamento europeo ha chiesto di includere il trasporto aereo nel sistema europeo di scambio di quote di emissione di gas serra dal 2011. La proposta e' stata accolta negativamente dalle compagnie aeree, che sarebbero costrette tra quattro anni a ridurre le proprie emissioni del 10% rispetto ai livelli del 2004-2006. Il Parlamento Europeo ha accolto anche un emendamento che estende il sistema comunitario di scambio delle emissioni a tutti i voli in arrivo e in partenza dagli aeroporti della Comunita' Europea gia' dal 2011, escludendo la possibilita' di deroghe per i voli di Stato. Uniche esenzioni: missioni antincendio e voli militari. I ricavi delle vendite all'asta del 25% delle quote servirà a ridurre le imposte a carico di sistemi di trasporto meno inquinanti. Secondo la Commissione nel 2004 le emissioni di gas serra prodotte dai voli aerei internazionali imputabili alla Comunita' sono cresciute dell'87% rispetto al 1990.


Il traffico aereo, e quindi l'inquinamento ad esso collegato, è la fonte di emissioni di gas serra che aumenta più in fretta, poichè è in continuo aumento la domanda e quindi l'offerta di voli aerei, soprattutto dopo l'avvento dei voli low cost.
Su un interessante sito, www.chooseclimate.org , è possibile calcolare il contributo individuale, per tragitto indicato, all'effetto serra. Si può così scoprire che con un volo Roma-Londra e ritorno, emettiamo la quantità di gas serra che emettiamo in un anno con le nostre attività quotidiane.
Gli aerei commerciali, alimentati a cherosene (o kerosene), un carburante di origine fossile, generano 600 milioni di tonnellate di CO2 l'anno. Rilasciano ossidi di azoto direttamente nella troposfera (la parte inferiore dell'atmosfera, sede dei fenomeni meteorologici); qui si ossidano nell'ozono troposferico che, a quell'altezza, funziona come potente gas serra. Provocano scie dense di vapore acqueo che, portando alla formazione di cirri, bloccano il calore all'interno dell'atmosfera.
Purtroppo, per i prossimi trent'anni si prevede non si possano utilizzare alternative al cherosene. L'unica alternativa praticabile sembra essere un tipo di cherosene derivato dal carbone, che non presenta alcun vantaggio in termini di impatto ambientale, oppure il "cherosene sintetico", derivato dal metano, con caratteristiche di impatto ambientale migliori.
Anche l'aspetto "radiative forcing" non dovrebbe essere sottovalutato, poichè è responsabile del rilascio delle caratteristiche scie di condensazione scaricate ad alta quota, che amplificano gravemente l'effetto serra.
Ecco perchè il trasporto aereo incide per il 10% sul totale globale dell'effetto serra.
E' stato calcolato che con il trend attuale l'effetto serra da aviazione civile si triplicherà entro il 2050 rispetto ai dati del 1990: in pratica, la maggiore efficienza energetica dei velivoli moderni e i miglioramenti tecnologici saranno annullati dall'aumento degli aerei in volo.
Eppure, ridurre l'inquinamento aereo è possibile già oggi, per esempio alimentando i gruppi ausiliari di bordo con celle a idrogeno e utilizzando materiali leggeri che diminuiscono il peso degli aerei. Anche ottimizzando le rotte aeree, che non sempre sono in linea retta, si possono ottenere risultati importanti di abbattimento di emissioni inquinanti: infatti, non è raro che le rotte vengano "prolungate" per evitare di sorvolare Paesi con tasse aeroportuali più elevate.
L'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), organismo tecnico dell'ONU che si occupa di effetto serra, ha dedicato nel 1999 il suo primo studio di settore all'impatto dell'aviazione civile. Il rapporto suggeriva di "adottare politiche di sostituzione con altri mezzi di trasporto" e "disincentivare l'uso disinvolto del trasporto aereo con tasse o prelievi ambientali e con il commercio dei diritti di emissione". Un suggerimento rimasto purtroppo in gran parte disatteso.
Ma la grande anomalia del trasporto aereo è l'essere rimasto escluso dal Protocollo di Kyoto in merito alle riduzioni obbligatorie delle emissioni inquinanti. Il problema in sostanza è che la comunità internazionale non ha trovato un accordo su dove allocare il rilascio di CO2 per i voli internazionali.
Oggi, è la Norvegia l'unico Paese ad avere un prelievo basato sulle emissioni per i voli nazionali. (Bruxelles, 14 Novembre 2007)