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Greenwashing: quasi il 60% delle aziende analizzate da InfluenceMap non fa quel che dice.

InfluenceMap ha pubblicato i risultati di un'analisi sulle politiche aziendali in materia di riduzione delle emissioni e le effettive azioni delle stesse: ne esce un quadro sconsolante.


Delle 293 aziende analizzate, alcune tra le più grandi del mondo secondo Forbes 2000,, quasi il 60% presenta un significativo divario tra quanto dichiarato e quanto concretamente realizzato in tema di contrasto all'inquinamento.


L'analisi (qui) mette in luce che quasi una azienda su quattro è a "significativo rischio" di greenwashing, e addirittura il 93% comunica attraverso i propri network azioni e risultati che non corrispondono alla realtà.

In generale, quasi il 60% delle realtà produttivo presentano un profilo di rischio greenwashing da moderato ad alto.


Chevron, Delta Air Lines, Duke Energy, ExxonMobil, Glencore International, Nippon Steel Corporation, Repsol, Stellantis, Southern Company e Woodside Energy Group Ltd rientrano nel 21,5% delle aziende valutate a rischio significativo di "net zero greenwash": tutti hanno annunciato un obiettivo net zero o simile, ma i dati di InfluenceMap mostrano che le loro attività di impegno in materia di politica climatica sono disallineate con la politica per l’attuazione dell’Accordo di Parigi.


Contrastare severamente il greenwashing, una pratica scorretta e dannosa, dovrebbe essere una priorità per i Governi di tutto il mondo.



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