L'UE punta su rinnovabile innovativo: fotovoltaico galleggiante, agrivoltaico ed eolico offshore in prima linea.
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La transizione energetica europea è entrata in una fase più “tecnologica” grazie alle nuove linee guida della Commissione europea. Nell’ambito del pacchetto sulle energie rinnovabili (RED III), Bruxelles ha pubblicato quest'anno una Comunicazione che definisce gli “Orientamenti sulle tecnologie innovative e le forme innovative di diffusione delle energie rinnovabili”, con l’obiettivo di spingere l’uso di soluzioni ancora sotto‑utilizzate ma ricche di potenziale.
Tra le tecnologie in evidenza ci sono il fotovoltaico galleggiante, l’agrivoltaico e l’eolico offshore galleggiante: tipologie che permettono di generare energia rinnovabile riducendo il consumo di suolo, integrandosi con l’agricoltura o sfruttando aree marine più profonde rispetto alle tradizionali turbine fisse.
Queste soluzioni oggi rappresentano solo una quota marginale della capacità rinnovabile installata, ma hanno un potenziale significativo per il raggiungimento degli obiettivi 2030 (42,5–45% di rinnovabili sul consumo finale lordo di energia).
Le linee guida hanno fissato, entro il 2030, un obiettivo indicativo di almeno il 5% della capacità rinnovabile installata dedicata alle cosiddette “tecnologie innovative”, con una certa flessibilità: ogni Paese può scegliere quali tecnologie privilegiare, in base al contesto territoriale, energetico e ambientale.
In Italia, ad esempio, si aprono spazi per il fotovoltaico galleggiante su laghi, invasi e cave dismesse, per l’agrivoltaico in aree agricole già soggette a pressione, e per l’eolico galleggiante nelle acque meridionali e adriatiche più profonde.
Questa decisione UE rappresenta un segnale chiaro: il futuro delle rinnovabili non sarà solo più solare e più eolico, ma anche più smart e integrato con territorio, agricoltura, trasporti e gestione del consumo.





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