Raccolta differenziata

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I temi "caldi": raccolta differenziata, Cip6, risparmio energetico, casa ecologica, certificazione energetica.

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Raccolta differenziata

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La raccolta differenziata

La raccolta differenziata

Cos'è e come funziona la raccolta differenziata

In un mondo che produce sempre più rifiuti, non sappiamo come gestirli: eppure la Terra e l'intero ecosistema hanno da sempre provveduto a smaltire in modo naturale i resti prodotti, in un processo di assorbimento integrato ed indispensabile alla sopravvivenza del sistema stesso: in altre parole, l'Ambiente da sempre utilizza ciò che ha terminato il ciclo di vita a favore di nuova vita, un circolo virtuoso dal quale dobbiamo imparare ma soprattutto imitare.

In Natura il concetto di rifiuto non esiste.

Tutto ciò che termina il proprio ciclo di vita naturale viene assorbito dall'ambiente e rimesso in circolo, e questo è quello che dobbiamo fare: produrre oggetti e beni che possano essere assorbiti dall'ambiente una volta terminato il loro utilizzo.

Fino a che ciò non sarà possibile, abituiamoci a valorizzare anziché gettare i rifiuti che produciamo. Dobbiamo imparare a considerarli una risorsa.

La soluzione è innanzitutto cercare di produrne il meno possibile (meno imballaggi, utilizzo di materiali naturali, messa al bando di prodotti inutili e usa e getta) e cercare di far durare il più a lungo possibile ciò che utilizziamo e, in seguito, valorizzare quello che scartiamo riutilizzando tutti i materiali che possono essere riciclati con la raccolta differenziata: la raccolta differenziata è infatti oggi l'unico modo sostenibile di smaltire i nostri rifiuti. Il riciclo nasce per fini ambientali ma ha anche effetti collaterali positivi e crea valore per la comunità, perchè i suoi effetti producono non solo un miglioramento all'Ambiente e quindi alla qualità della vita, ma anche lavoro ad una lunga filiera.

La produzione dei rifiuti urbani cresce, nel 2014, di un + 0,3% rispetto al 2013, parallelamente all’aumento dei consumi delle famiglie e dopo un triennio in cui si era osservata una riduzione complessiva di circa 2,9 milioni di tonnellate (-8,9%). Cresce di più al Nord (+1,4% pari a +188 mila tonnellate), mentre scende al Centro (-0,3%) e al Sud (-0,9%).

Pur con 6 anni di ritardo, l’Italia ha raggiunto nel 2014 l’obiettivo del 45,2% di raccolta differenziata (13,4 milioni di tonnellate), segnando un aumento del 3% rispetto al 2013. Confermato il primato del Nord, ma i dati mostrano una riduzione del divario fra le tre macroaree del Paese: infatti, rispetto ai dati del 2013, la crescita maggiore si rileva per le regioni del Centro Italia con un aumento percentuale, tra il 2013 e il 2014, pari all’11,7% (+283 mila tonnellate); al Sud la crescita è del 7,5% (+203 mila tonnellate) mentre al Nord del 5,6% (+412 mila tonnellate).

14 province, nel 2014, presentano livelli di raccolta al di sopra del target del 65%. 11 nel Nord Italia (5 in Veneto, 2 in Piemonte, 1 in Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Emilia Romagna) 1 nel Centro (Marche) e 2 nel Sud (Campania e Sardegna). I livelli più elevati di raccolta differenziata si rilevano per la provincia di Treviso, che nel 2014 supera l’80% (81,9%), e per quella di Pordenone, con il 76,8%. Al di sopra del 70% si collocano anche Mantova (la cui percentuale passa dal 69,7% del 2013 al 76,5% del 2014), Belluno (72,8%) e Trento (71,3%). I più bassi livelli di raccolta differenziata, inferiori al 10%, si osservano, invece, per le province siciliane di Enna (6,1%), Palermo, Siracusa (entrambe al 7,8%) e Messina (8,4%).

Assieme alla raccolta differenziata aumenta la percentuale di rifiuti riciclati, che la direttiva 2008/98/CE prevede raggiunga il 50% entro il 2020.

Raccolta differenziata plastica.

Con il riciclo di 1.000 tonnellate di plastica (equivalente alla quantità di plastica consumata in una piccola città) si ottiene il risparmio di circa 3.500 tonnellate di petrolio, l'equivalente dell'energia usata da 15.000 frigoriferi in un anno.

Uno studio di Althesys su dieci anni di raccolta e riciclo della plastica ha calcolato, confrontando lo scenario della raccolta differenziata della plastica dal 2002 al 2011 con uno scenario ipotetico che immaginava i rifiuti di imballaggio in plastica destinati all'indifferenziato, che riciclo e valorizzazione hanno portato 1,9 milioni di euro di benefici netti nell'arco di 10 anni. Guarda questo interessante video.

I vantaggi economici della raccolta differenziata.

Infatti, secondo lo studio oltre ai vantaggi economici (1,9 milioni di euro) ci sono da sommare più benefici, soprattutto quelli ambientali: 6,9 milioni di tonnellate di CO2 evitate, mancato di invio a smaltimento di 2,9 milioni di tonnellate di rifiuto di imballaggio, 55 discariche evitate. Secondo lo studio, inoltre, il comparto sostiene lo sviluppo dell'industria: 473 milioni di euro è la valutazione delle materie prime seconde reimesse sul mercato. Da tenere in conto anche la generazione di indotto per un 2,8 milioni di euro e il recupero energetico per un valore di due milioni di Gigajoule.

In Italia nel 2014 (ultimi dati disponibili) sono state raccolte 773.000 tonnellate di plastica, delle quali 450.000 da raccolta differenziata urbana (323.000 invece la plastica proveniente da attività commerciali ed industriali), con un incremento dell'8% rispetto al 2013, portando la quantità di plastica riciclata pro-capite a 13,9 kg.

Raccolta differenziata carta.

Per produrre una tonnellata di carta vergine occorrono 15 alberi, 440.000 litri d'acqua e 7.600 kwh di energia elettrica.

Per produrre invece una tonnellata di carta riciclata bastano 1.800 litri d'acqua e 2.700 kwh di energia elettrica, ma soprattutto nessun albero abbattuto: riciclare la carta contribuisce a contrastare la deforestazione.

In Italia, la quantità di carta e cartone raccolta nel 2014 e destinata al riciclo è stata pari a 3,1 milioni di tonnellate, equivalente a 51,9 kg pro-capite, una quantità sufficiente a riempire quasi 30 discariche. L'aumento rispetto al 2013 è stato del 4%.

Considerando occupazione e l'indotto, il valore della materia prima generata dal riciclo e i mancati costi di smaltimento, i benefici economici che il sistema ha prodotto nel 2011 sono pari a 478 milioni di euro - dal 1999 ad oggi sono circa 4 miliardi di euro. Dal 1999 al 2011, grazie ai risultati della raccolta differenziata, si è evitata la costruzione di ben 248 nuove discariche. Guarda questo breve ma davvero ben fatto video su cosa accade alla carta dopo la raccolta differenziata.

Raccolta differenziata vetro.

Nella produzione di vetro "nuovo", per ogni 10% di rottame di vetro inserito nei forni si ottiene un risparmio del 2,55% di energia, equivalente ad oltre 130 litri di petrolio risparmiato per ogni tonnellata di vetro riciclato usato.

Si stima che l'industria vetraria registri ogni anno un risparmio energetico, grazie alla raccolta differenziata, pari a 400.000 tonnellate di petrolio. In Italia, la quantità di vetro da riciclare raccolta nel 2014 è stata pari a 1,615 miliardi di tonnellate, con un incremento rispetto al 2013 del 2,6%. Guarda questo breve ma intereesante video.

Raccolta differenziata umido (COMPOSTAGGIO).

Con oltre 4,8 milioni di tonnellate raccolte nel 2014 (ultimo dato disponibile), l'umido rappresenta il 40% della nostra raccolta differenziata, una quantità maggiore dei reparti tradizionali (carta, plastica, vetro). Una quantità notevole, quindi, lavorata nei 252 impianti di compostaggio e 27 impianti di gestione anaerobica.

Riciclare il rifiuto umido è percio molto importante (in 20 anni sono state trattate circa 42 milioni di tonnellate di scarti organici, pari a quasi 1,5 volte la produzione italiana di rifiuti urbani in un anno).

Negli impianti di compostaggio sono stati prodotti nel 2012 1.400.000 tonnellate di fertilizzanti organici, che hanno la funzione di migliorare la qualità del suolo.

Più del 70% del compost di qualità viene impiegato in agricoltura, mentre il restante 30% è trasformato in prodotti per il giardinaggio/florovivaismo e per le opere di recupero paesaggistico. L'utilizzo del compost, oltre a ridurre la quantità di scarti da destinare a discarica o ad incenerimento, consente un minor impiego di fertilizzanti minerali, derivanti da risorse non rinnovabili.

Raccolta differenziata verde (RAMAGLIE).

Gli scarti provenienti dalla cura delle aree verdi e dei nostri giardini (foglie, erba, residui floreali, ramaglie, potature) costituiscono una parte consistente dei rifiuti prodotti e sono fondamentali per il processo di compostaggio industriale (vedi voce sopra).

Ne sono sufficienti 10 tonnellate per fertilizzare un ettaro di terreno.

Raccolta differenziata alluminio.

Per ricavare dalla bauxite 1 kg di alluminio nuovo sono necessari 14 kWh, mentre per ricavare 1 kg di alluminio da quello riciclato servono solo 0,7 kWh di energia, pari al 95% in meno dell'energia richiesta; in Italia la bauxite è assente, e questo crea un ulteriore problema, quello della dipendenza per l'importazione dall'estero.

E la qualità rimane intatta: l'alluminio riciclato ha infatti proprietà equivalenti all'alluminio nuovo. Oggi il 48% dell'alluminio circolante in Italia è riciclato, e il 79,2% (46.000 tonnellate) di tutto l'alluminio immesso sul mercato nel 2014 (63.400 tonnellate) è stato riciclato.

Nel 2014 sono state recuperate 50.200 tonnellate di alluminio, con un aumento del 6% rispetto al 2013.

Questi numeri hanno permesso al nostro Paese di evitare l'immissione in atmosfera di 402.000 tonnellate di CO2 e un risparmio ernergetico pari a 173.000 tonnellate equivalenti di petrolio. Guarda questo breve ma bellissimo video.

Raccolta differenziata RAEE.

Nel 2014 sono stati raccolti tramite la raccolta differenziata rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche per oltre 75.900 tonnellate (+ 6,8% rispetto al 2013), con una media pro-capite superiore ai 4 kg, che opportunamente trattati hannno permesso un risparmio complessivo in termini dii emissioni di CO2 pari 850.000 tonnellate di CO2.

Riciclare correttamente i nostri vecchi elettrodomestici come frigoriferi, televisioni, compuetr, ecc, è importante: molti prodotti elettrici o elettronici contengono al loro interno materiali assai inquinanti, con effetti gravi sull'Ambiente anche in piccole quantità  (piombo, mercurio). Frigoriferi e congelatori (il 47% dei (RAEE) sono costituiti per lo più da acciaio e plastica ma contengono anche sostanze chiamate clorofluorocarburi (CFC), responsabili dei danni all'ozono atmosferico.
Si stima che ogni frigo contenga in media 250 grammi di CFC vari (freon, poliuretano), oltre all'olio minerale altamente dannoso contenuto nel motore dell'impianto refrigerante.

Raccolta differenziata olio vegetale esausto.

In Italia vengono immessi al consumo circa 1.400.000.000 kg. di olio vegetale all'anno.

E, una volta usato in cucina, diventa rifiuto altamente inquinante: importantissimi diventano quindi la raccolta e il riciclo dell'olio esausto.

Ogni anno restituiamo all'ambiente , attraverso lo sversamento nella rete pubblica collegata al nostro lavandino, milioni di kg di olio, in gran parte sotto forma di residuo di fritture e quindi ricco di sostanze inquinanti. Ciò costituisce una grave minaccia di inquinamento:

  1.     per il sottosuolo, perché rende inutilizzabili pozzi di acqua potabile anche molto lontani;
  2.     per la flora, perché impedisce alle radici delle piante di assorbire le sostanze nutritive;
  3.     per qualsiasi specchio d'acqua poiché impedisce l'ossigenazione e compromette gravemente la vita di flora fauna;
  4.     per i depuratori, perché ne ostruiscono e ne influenzano il corretto funzionamento.

Raccolta differenziata olio minerale.

L'olio minerale usato (olii lubrificanti nell'artigianato, negli autoveicoli, nell'industria, ecc.) è per la quasi totalità recuperabile. Guarda questo bel video.

Da 100 kg di olio usato si ottengono 68 kg di olio nuovo.

Sono principalmente 3 le modalità di recupero: rigenerazione, termodistruzione e combustione.

Nel 2013 (ultimi dati disponibili, fonte Coou) sono stati raccolti 171.000 tonnellate di oli lubrificanti usati, una quantità vicina alla totalità del potenziale raccoglibile.

Lo sversamento di oli esausti su un terreno qualsiasi è un danno ambientale molto grave, perché quando questo rifiuto viene disperso nel sottosuolo deposita un film sottilissimo attorno alle particelle di terra e forma in tal modo uno strato di sbarramento tra le particelle stesse, l'acqua e le radici capillari delle piante, impedendone l'assunzione delle sostanze nutritive. Se l'olio esausto raggiunge la falda freatica forma uno strato lentiforme di 3/5 cm di spessore, che si sposta con la falda stessa verso valle, e può raggiungere pozzi di acqua potabile anche molto lontani determinando gravi conseguenze alla salute pubblica.

Raccolta differenziata pneumatici.

In Italia solo il 31% dei pneumatici è finito in discarica. Ma il 51% è stato purtroppo destinato a combustione (metà della quale avviene all'estero), e solo il 18% è stato avviato ad un recupero sostenibile.

Il rimanente 80% viene recuperato dagli oltre 40 impianti autorizzati sparsi sul territorio nazionale.

Nel 2012 è stata raccolta una quantità di pneumatici fuori uso pari a 350.000 tonnellate, 958.000 kg al giorno.

Quando nella discarica avvengono combustioni non controllate, si liberano, soprattutto a causa dei pneumatici, fumi densi molto inquinanti.

Il recupero dei pneumatici usati avviene, per esempio, con la triturazione: alla temperatura di 100° sotto zero raggiunta tramite l'impiego di azoto liquido, la triturazione meccanica diventa semplice e la successiva separazione automatica dei vari componenti assicura un riciclo pressochè totale dei materiali, che vengono utilizzati come sottostrati anti-rumore per strade ed autostrade, piste da corsa e campi sportivi, ecc. Guarda questo breve ma interessante video.

(ultimo aggiornamento giugno 2017)

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