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Novità dal mondo dell'Ecologia
Approfondisci tutte le notizie2010 Anno della Biodiversità
Terra, 11 Gennaio 2010
Il 2010 è stato proclamato dall'ONU anno della Biodiversità. é un atto molto importante che vuole spingere governi e cittadini ad adottare comportamenti virtuosi a favore dell'ambiente. Nella presentazione dell'Anno Internazionale della Biodiversità, il segretario generale Ban Ki-Moon ha affermato che "le attività umane hanno determinato nel secolo scorso una distruzione senza precedenti della biodiversità, ad una velocità che non lascia scampo alla Natura". Quindi, implicitamente l'ONU mette in discussione l'attuale modello di sviluppo e spinge per l'avvio di strategie concrete di sviluppo ambientalmente sostenibile. Si può fare, del resto.... non abbiamo alternative!
Nucleare? No grazie (funzionerà anche bene, ma costa un occhio e inquina).
Francia, 11 Novembre 2009
In Francia entro il 2015 inizierà la costruzione (fine lavori previsti nel 2025), ad una profondità di 500 metri, di "tombe" che dovranno ospitare per 300.000 anni le scorie radioattive prodotte dalle numerose centrali nucleari presenti sul territorio francese. Per convincere i (pochi) Comuni disponibili ad ospitare i rifiuti tossici nel proprio territorio, il governo francese ha dovuto sborsare centinaia di milioni di euro come "contropartita". Un'operazione, tra l'altro, senza nessuna garanzia di efficacia, a detta degli stessi progettisti dell'Istituto Nazionale per il Nucleare Francese. Ma quello che maggiormente colpisce è il costo finale dell'operazione "sepoltura": 60 miliardi di euro, una cifra spaventosamente alta. E allora sorge spontanea una domanda: ma con tutti i soldi spesi per costruire, demolire e sotterrare non era meglio investire in energie pulite? Il nucleare costa, inquina e ha vita breve: abbasso l'uranio, W il sole!
Il treno è amico dell'ambiente, e ora ti premia.
Roma, 14 Ottobre 2009
Dal prossimo anno, tutti i biglietti FS riporteranno il bilancio ambientale del percorso effettuato, cioè i numeri che quantificano il risparmio energetico e le emissioni inquinanti evitate rispetto all'uso sullo stesso percorso con auto o aereo.
Inoltre, ogni passeggero avrà una tessera personale sulla quale verranno contabilizzati questi "risparmi", e che permetterà ai clienti di accumulare "punti verdi" da spendere in sconti o altre promozioni. Un incentivo intelligente per attirare più utenti sul treno, che rimane il mezzo di trasporto ambientalmente più sostenibile: 91% di emissioni in meno rispetto all'aereo, 77% in meno rispetto al camion e 68% in meno rispetto all'auto: utenti che crescono ogni anno e che hanno raggiunto il 50% della quota di mercato su una tratta importante come la Milano-Roma.
Quota destinata a crescere e a garantire altissimi risparmi in termini di inquinamento: usare il treno è un bene per l'ambiente, e a conti fatti conviene. W il treno!
Energia Rinnovabile: strada obbligata.
Berlino, 10 Settembre 2009
La sola strada per tentare di limitare il riscaldamento globale ad un aumento di 2 gradi Celsius della temperatura terrestre, è che la quota di energie rinnovabili cresca "drammaticamente" da ora.
Viene così anticipato da Ottmar Edenhofer il rapporto sul clima che sarà presentato alle Nazioni Unite, nel quale viene ancora una volta sottolineata l'importanza strategica delle energie verdi nel contrasto ai cambiamenti climatici provocati dall'inquinamento e la richiesta di un giusto impegno nella produzione di energia rinnovabile.
"Per raggiungere l'obiettivo la quota di energia rinnovabile deve essere aumentata in modo sostanziale. E questo è valido per ogni scenario ipotizzabile".
In pratica, il documento ci ricorda che per tagliare la dipendenza dai combustibili fossili nessuna opzione alternativa (comprese il nucleare e lo stoccaggio del carbonio) può prescindere da un impegno mondiale che promuova, sostenga e incrementi l'utilizzo di energia pulita.
"Non c'è più tempo", conclude il ricercatore tedesco, "anzi, siamo purtroppo già in ritardo di 10 anni sulla politica climatica globale".
Buon Copenhagen, Terra...
Copenhagen, ultima spiaggia.
Bonn, 11 Agosto 2009
Si è aperta ieri a Bonn la terza delle sei sessioni preparatorie al Summit delle Nazioni unite sul clima del prossimo dicembre a Copenhagen, un appuntamento negoziale di estrema importanza.
Per il Segretario della Convenzione Onu sul cambiamento climatico «è il momento di restringere le opzioni e di accorciare il testo: il mondo ha davanti a sé "meno di 10 anni per fermare la crescita di emissioni di gas serra, se vogliamo evitare conseguenze catastrofiche per i popoli e il pianeta".
In un lungo discorso sul cambiamento climatico anche il Segretario delle Nazioni Unite ha definito come "la sfida più grande per l'umanità" l'appuntamento di dicembre in Danimarca.
La conferenza di Copenaghen potrebbe avere uno straordinario impatto politico e una portata storica epocale, ma mentre l'occidente industrializzato fatica a pensare di avere il ruolo principale nella "corsa" alla diminuzione dell'effetto serra, tutti i Paesi poveri che stanno diventando ricchi (Cina, India, Sudafrica, Brasile in testa) continuano a pensare che mentre le loro economie crescono su scala macroeconomica, i loro standard di vita rimangono bassi per la maggioranza dei loro cittadini.
E poichè sono i Paesi occidentali ad aver provocato la maggior parte dello sfacelo climatico in atto, i Paesi in via di sviluppo vogliono (giustamente) sapere quanto verrà versato in un fondo economico che dovrebbe servire per avviare la transizione verso economie più giuste dal punto di vista climatico e sociale e chi pagherà le opere di contenimento dei danni da effetto serra.
Per ora, il Ministero dell'Ambiente italiano tace e appoggia il ritorno al nucleare...
E' il Veneto la Regione più "riciclona".
Roma, 14 Luglio 2009
Il Veneto, con una percentuale del 64% sul totale dei Comuni,
è risultato la Regione con i migliori risultati per quanto
riguarda la raccolta differenziata.
"I 10 milioni di
italiani che abitano nei 1280 Comuni Ricicloni confermano che riciclare
si può, anzi si deve", sottolinea il vicedirettore
nazionale di Legambiente, che conclude: "Basterebbe estendere le
raccolte differenziate a tutto il Paese per dare un contributo
determinante di riduzione delle emissioni di CO2. Grazie alla
raccolta differenziata si è evitata l'emissione in atmosfera
di 2,8 milioni di tonnellate di CO2 (pari al 6% di dell'obiettivo del
protocollo di Kyoto per l'Italia), e quasi 7 milioni di tonnellate di
rifiuti altrimenti destinati alla discarica".
O,
peggio, agli inceneritori, che costituiscono oggi il principale
"nemico" della raccolta differenziata. Scopri
perchè.
Rifiuti e discariche: Italia al collasso.
Roma, 26 Giugno 2009
Assoambiente, l'associazione che riunisce oltre 130 imprese
per i servizi ambientali, lancia l'allarme rifiuti: entro 2
anni, l'Italia sarà al collasso e potrebbe vedere ripetuto,
a livello nazionale, lo scempio rifiuti vissuto a Napoli un anno
fa.
Secondo le stime dell'organizzazione, che ha
svolto un capillare lavoro di censimento di tutti gli impianti presenti
sul territorio e del loro grado di "saturazione", restano poco
più di 24 mesi prima che le discariche italiane abbiano
esaurito le loro capacità di assorbire il flusso di rifiuti
urbani e speciali senza sforare i limiti autorizzati. Considerando il
fatto che nuove proroghe sono improponibili (troppo sfruttate fino ad
oggi), resta poco tempo per evitare di far precipitare il Paese in un
caos dalle gravi conseguenze.
Ci resta solo una strada:
la raccolta differenziata, l'unico modo per trasformare i
rifiuti da pericolo a risorsa.
Nucleare? No grazie per l'80% degli Italiani.
Roma, 27 Maggio 2009
L'80% della popolazione italiana desidera che la fonte principale di approvvigionamento elettrico sia costituita da fonti rinnovabili, pulite, sicure ed economiche come eolico e solare, mentre solo il 14% si dice favorevole al nucleare.
Questo è quanto emerge da un sondaggio condotto da Lorien Consulting, in cui emerge, tra l'altro, che il 60% considera il ritorno al nucleare pericoloso e economicamente svantaggioso, confermando quindi se ancora ce ne fosse bisogno non solo la legittimità ancora vigente del referendum del 1987 contro il nucleare, ma anche la volontà degli italiani di sostenere politiche a favore di energie verdi.
Volontà confermata dal fatto che gli italiani sono disposti persino a pagare di più per garantirsi un futuro con produzione di energia da fonti pulite.
Dati significativi su una nuova attenzione da parte dei cittadini che dovrebbe far riflettere il Governo, purtroppo impegnato invece nel rilancio di una fonte energetica, quella nucleare, che attrae sempre meno a causa della sua oggettiva pericolosità e anti-economicità.
Effetto serra? Per qualcuno non esiste...
Roma, 6 Aprile 2009
I cambiamenti climatici non esistono. O meglio, sono modesti e potrebbero anche far bene... é questo in sostanza il contenuto di una mozione che porta, tra le varie firme di esponenti della maggioranza del Governo Italiano, anche quelle di Dell'Utri, Nania e Poli Bortone, che sostengono tra l'altro che "una parte sempre più crescente di studiosi (quali?) non crede che la causa principale del peraltro modesto riscaldamento climatico sia da attribuire all'emissione antropica di CO2".
Non è una barzelleta, nè uno scherzo, purtroppo.
E non è tutto. I firmatari arrivano a sostenere che "gli eventuali cambiamenti climatici potrebbero (addirittura) portare benefici alla popolazione e all'economia".
Incredibili e purtroppo vere, queste affermazioni danno la misura di quanto il nostro Paese sia lontano da un approccio serio e intelligente al problema Clima, e forse ora risulta più chiara la posizione del Ministero dell'Ambiente in merito a Kyoto, posizione decisamente in controtendenza rispetto a tutti i Paesi occidentali.
Davvero sorprendente.
Ghiacciai e clima, il tempo stringe.
Coventry, 19 Marzo 2009
La notizia che vi siano forti probabilità che i ghiacciai scompaiano entro la fine di questo secolo ha spinto alcuni ricercatori ad un gesto simbolico molto forte: un funerale simbolico, con tanto di lapide su cui deporre fiori, per sensibilizzare alla lotta contro i mutamenti climatici.
Il caro estinto è proprio il clima, "ricordato" sul terreno della Cattedrale di Coventry, in Inghilterra, da testimonial illustri, fra cui il dottor James Hansen della Nasa. "Perché i mutamenti climatici", si legge sulla finta lapide, "sono questione di vita o di morte". La scadenza di Kyoto si avvicina, ma tutti i Paese aderenti al protocollo sono in ritardo sugli obiettivi, e l'Italia è tra quelli maggiormente in ritardo.
Nucleare: più pericoloso e contro il referendum.
Roma, 28 Febbraio 2009
Contrariamente a quanto si vuol far credere, le centrali nucleari di ultima generazione sono più pericolose e più inquinanti di quelle attualmente in funzione.
A dimostrarlo non sono le associazioni ambientaliste, ma gli studi effettuati dalle stesse aziende produttrici: se le probabilità di incidente sono più basse, in caso di avarie ai reattori i danni ambientali e di perdita di vite umane risultano doppi rispetto al passato.
A questo va aggiunto che tutti gli studi internazionali hanno ampiamente dimostrato che l'energia nucleare è la fonte energetica più costosa e per la quale non è ancora stato risolto il problema dello smaltimento delle scorie radioattive.
Il Presidente francese, che ha siglato un accordo con il Governo Italiano per la realizzazione di 4 nuovi reattori sul nostro territorio, non ha fornito alcuna garanzia di maggiore indipendenza energetica, il che fa nascere il sospetto che dietro l'operazione si nasconda più la necessità di sostenere l'industria nucleare che l'effettiva volontà di produrre energia a basso costo (cosa impossibile, del resto, visti gli altissimi costi del nucleare).
Infine, cosa forse più importante, il 62% degli italiani si è espresso contro il nucleare con il referendum del 1987, i cui effetti sono ancora validi dal punto di vista giuridico. Approfondisci e senti cosa ne pensa Jeremy Rifkin.
300 MW dal solare: la Francia investe nel fotovoltaico.
Parigi, 17 Novembre 2008
Il governo francese ha annunciato che entro il 2011 (quindi in tempi brevissimi rispetto, per esempio, alla costruzione di una centrale nucleare) ogni regione sarà dotata di una centrale elettrica solare fotovoltaica.
La potenza complessiva disponibile sarà pari a 300 MW, e sarà ripartita a seconda delle necessità di ogni regione.
La scelta è stata presa perchè, ha sottolineato il Ministro dell'Ecologia francese, "l'energia solare sarà competitiva ai prezzi del mercato elettrico previsti nel 2020.
La Francia, e come lei molti altri stati europei, ha registrato un incremento annuo nello sviluppo delle tecnologia per la produzione di elettricità da fonti rinnovabili pari al 130%.
E l'Italia? L'Italia sembra invece "ostacolare" le rinnovabili e puntare sul nucleare...
Combat Climate Change: multinazionali per l'ambiente.
Stoccolma, 3 Novembre 2008
Nel momento in cui anche i grandi produttori di emissioni inquinanti decidono di associarsi per combattere i cambiamenti climatici, la notizia non può che essere salutata positivamente. E la notizia si chiama CCC ,“Combat Climate Change”, ed è un'associazione cui hanno aderito 55 aziende multinazionali.
Portavoce di CCC è il presidente Lars Josefsson, manager del quarto fornitore di elettricità europeo. Parlando a nome dell'associazione, il presidente della multinazionale energetica ha illustrato come “il business è una soluzione contro il riscaldamento globale, e per questo vogliamo creare una massa critica in vista delle conferenze Onu sul clima di Poznan (a dicembre 2008) e Copenhagen (2009). Malgrado la crisi economica globale siamo molto ottimisti. I vertici industriali devono mostrare quella capacità di leadership e di buon senso che manca alla politica”, ha sottolineato Josefsson.
I grandi nomi dell'industria italiana, purtroppo, sono ancora assenti.
L'Amazzonia scompare e gli orsi polari sono di troppo.
San Paolo e Washington, 1 Settembre 2008
L' Istituto nazionale di ricerche spaziali del Brasile ha lanciato l'allarme: la deforestazione dell'Amazzonia nell'ultimo anno e' aumentata del 69%: più di 8.000 chilometri quadrati di foresta sono stati cancellati dall'agosto dello scorso anno a oggi, contro i 4.820 abbattuti nei precedenti 12 mesi.
E mentre si deforesta, 4 compagnie petrolifere americane hanno fatto causa al Ministro degli Interni statunitense per aver inserito gli orsi polari nell'elenco delle specie protette. La lotta , come accade in Amazzonia, e' per gli enormi interessi economici nella zona: aver inserito l'orso nella lista significa limitare il numero di trivellazioni consentite. Mentre l'habitat naturale di questo animale, l'Alaska, sta già pagando gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici con il conseguente scioglimento dei ghiacci, il business petrolio reclama maggior libertà d'azione: plastica e benzina al posto di alberi e orsi?
Emissioni industriali: sforati gli obiettivi per 25 milioni di tonnellate.
Roma, 12 Agosto 2008
Le emissioni di CO2 prodotte dalle industrie italiane nel 2007 sono state di 226 milioni di tonnellate, con uno sforamento rispetto alle quote assegnate dalla direttiva europea di oltre 25 milioni di tonnellate.
Sebbene si registri una diminuzione rispetto al 2006 (- 0,7 milioni di tonnellate), il deludente risultato sottolinea ancora una volta come in Italia manchi una politica efficace di contrasto ai cambiamenti climatici causati dalla produzione industriale.
E oltre al danno ambientale, il danno economico: infatti, poichè le quote di CO2 vengono scambiate a circa 28 euro a tonnellata, il nostro paese potrebbe dover sostenere un costo di oltre 700 milioni di euro.
I tagli all'inquinamento che non siamo in grado di realizzare saremo infatti costretti ad acquistarli dai paesi virtuosi nella lotta alle emissioni inquinanti. E, naturalmente, questi costi ricadranno sulle nostre bollette.
Guarda quali sono le aziende più inquinanti in Italia nella "classifica" stilata da Greenpeace.
Energia solare illimitata: oggi si può.
Boston, 1 Agosto 2008
In uno studio pubblicato dalla rivista «Science» gli ingegneri del Massachussets institute of technology hanno descritto per la prima volta un modo per immagazzinare l'energia prodotta dai pannelli solari.
La scoperta si ispira alla fotosintesi, nel passaggio in cui l'acqua viene scissa in idrogeno e ossigeno: il procedimento consiste in un nuovo catalizzatore, una sostanza in grado di favorire una reazione che alla fine può essere recuperata intatta, a basso costo e che funziona a temperatura ambiente. Grazie a questo sistema, l'elettricità prodotta da un pannello fotovoltaico viene utilizzata per scindere l'acqua in idrogeno e ossigeno gassosi, che vengono immagazzinati e utilizzati per alimentare delle celle a combustibile.
E' un traguardo molto importante perchè, a differenza di oggi, l'energia solare sarà illimitata anche in assenza del sole e secondo i ricercatori sarà un processo facile, realizzabile in meno di dieci anni.
Jeremy Rifkin: il nucleare non conviene, ed ecco perchè.
Roma, 8 Luglio 2008
Jeremy Rifkin ha rilasciato un'intervista al blog di Beppe Grillo: il famoso consulente energetico spiega perchè la scelta nucleare non sia conveniente sia da un punto di vista economico che da quello ambientale.
Le molte implicazioni negative del nucleare e gli stessi suggerimenti che Rifkin propone alle numerose aziende internazionali che usufruiscono delle sue consulenze.
Da leggere e da vedere.
La macchina ad acqua esiste, ora bisogna produrla.
Osaka, 14 Giugno 2008
Dopo Eolo, la macchina ad aria compressa mai entrata in produzione, ecco dal Giappone l'ennesima dimostrazione della possibilità concreta di utilizzare risorse rinnovabili, e non inquinanti, per garantire la mobilità: è la macchina ad acqua.
Presentato ad Osaka dalla Genepax, il prototipo è equipaggiato con un motore in grado di marciare per 1 ora, alla velocità di 80 km/h, utilizzando qualsiasi tipo d'acqua (di rubinetto, mare o fiume).
L'aspetto molto interessante è costituito dal fatto che la macchina non ha bisogno di infrastrutture per la ricarica, come avviene invece, per esempio, per le macchine elettriche o in un futuro piuttosto lontano per le auto ad idrogeno.
Infatti, basta versare l'acqua dentro il serbatoio collegato ad un generatore, che la scompone e la utilizza per creare energia in grado di far girare il motore.
Ma il problema resta sempre lo stesso: se le case automobilistiche non si interessano al brevetto, chi potrà usare le automobili?
Raccolta differenziata dell'alluminio: utile e in crescita.
Milano, 2 Maggio 2008
Il Cial (Consorzio Imballaggi Allumino) ha reso noti i dati relativi alla raccolta e al riciclo di alluminio nel nostro paese: nel 2007 sono state recuperate 43.000 tonnellate di imballaggi in alluminio (lattine, componentistica, oggetti, ecc), pari al 59% del consumo.
Di queste, 38.600 tonnellate sono state riciclate, evitando l'emissione di 400.000 tonnellate di CO2 e assicurando un risparmio energetico pari a 144.000 TEP (tonnellate equivalenti di petrolio).
Un risultato importante che evidenzia ancora una volta la convenienza non solo "ambientale" ma anche economica della raccolta differenziata, una buona pratica che garantisce rispetto per l'ambiente, risparmio energetico (ben il 95% di risparmio rispetto alla produzione di alluminio "nuovo") e indipendenza nella fase di produzione poichè, è bene ricordarlo, sul territorio italiano non vi è alcun giacimento di bauxite.
Oggi la raccolta differenziata dell'alluminio, che ha visto un incremento del 15% nell'ultimo biennio, coinvolge oltre 36 milioni di cittadini e 260 operatori convenzionati in 4.000 Comuni italiani.
Rifiuti: Italia maglia nera e condannata dall'UE.
Bruxelles, 10 Aprile 2008
E' l'Italia la maglia nera nella gestione dei rifiuti in area UE: la corte di Giustizia Europea ha infatti condannato il nostro paese ad una sanzione per la tardiva e non corretta applicazione della direttiva europea per la prevenzione delle ripercussioni negative dovute alle discariche.
La direttiva prevede che gli Stati Membri elaborino una strategia nazionale per la riduzione dei rifiuti, per una regolarizzazione degli smaltimenti e delle discariche, strategia applicata male e tardivamente dall'Italia.
La contestazione europea riguarda in particolar modo le nuove discariche, per le quali il governo ha applicato il trattamento più favorevole previsto dalla legislazione precedente. Anche sul versante rifiuti pericolosi, le regole transitorie previste sembra non siano state fatte applicare alle discariche già esistenti ma solo su quelle di nuova realizzazione, in contrasto con la normativa europea.
E' il solare l'energia del futuro: sottoscrivi l'appello dei ricercatori.
Roma, 2 Aprile 2008
E' l'energia solare l'unico investimento che può garantire all'Italia un futuro energetico sostenibile. Questa è la conclusione alla quale sono arrivati più di 600 tra docenti universitari e ricercatori, che hanno sottoscritto un appello ai candidati premier 2008. Docenti e ricercatori chiedono che "venga messa da parte tanto la tentazione nucleare che quella legata all'utilizzo del carbone". "Sentiamo il dovere - prosegue il comunicato - di informare la classe politica e il Paese riguardo la crisi energetica e climatica incombente, che minaccia di compromettere irrimediabilmente la salute e il benessere delle generazioni future".
Scienziati dunque controccorrente rispetto a quanti vedono nel ritorno al nucleare una soluzione soprattutto alla dipendenza energetica dall'estero del nostro paese.
L'appello dei ricercatori sottolinea ancora che "chi guiderà il prossimo governo dovrà sviluppare l'uso delle fonti di energia rinnovabile e in particolare il solare nelle varie forme in cui può essere convertita". "Il sole infatti - ricordano - è una stazione di servizio inesauribile che in un anno invia sulla Terra una quantità di energia pari a diecimila volte il consumo mondiale", mentre "l'opzione nucleare non è opportuna per molti motivi: necessità di enormi finanziamenti pubblici, insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e militare, esposizione ad atti di terrorismo, aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri, scarsità dei combustibili nucleari".
E' anche possibile sottoscrivere l'appello cliccando qui.
Acqua in bottiglia e ambiente, serve più equilibrio nei consumi.
Roma,26 Marzo 2008
Nel 2006 gli italiani hanno utilizzato quasi 6 miliardi di bottiglie di plastica, la cui produzione ha implicato il consumo di mezzo milione di tonnellate di petrolio e la conseguente immissione in atmosfera di 650.000 tonnellate di CO2: è questo il quadro legato al consumo di acqua "minerale" nel nostro paese, consumo costantemente in crescita nonostante l'alta qualità dell'acqua di rubinetto, qualità spesso migliore dell'acqua "confezionata".
Purtroppo, la cattiva gestione delle risorse pubbliche ha creato nei consumatori una grande diffidenza nell'utilizzo dell'acqua di rubinetto, incrementando così un uso veramente eccessivo di acqua in bottiglia, un uso non più sostenibile poichè è ancora troppo bassa la percentuale di imballaggi (cioè le bottiglie vuote) destinati a recupero (circa il 20%). Questo significa sempre maggiori quantità di plastica in discarica o negli inceneritori. Per fortuna, in questo quadro qualcuno muove i primi passi a favore del consumo della buona acqua di rubinetto: in molte scuole, da Torino a Roma, l'acqua in bottiglia è stata eliminata a favore di quella da rubinetto.
Aerei inquinanti: la UE lancia il progetto "Clean Sky".
Bruxelles, 5 Marzo 2008
Un volo andata e ritorno Londra - New York inquina come un impianto di riscaldamento medio tenuto in funzione un anno intero: purtroppo, è facile calcolare quanto inquinamento producano, di conseguenza, i 10 milioni di voli che attraversano ogni anno i cieli europei.
Il rapporto diffuso dall'Agenzia Europea per l'Ambiente parla chiaro: dal 1990 al 2005 le emissioni di CO2 causate dai soli voli nazionali nei 15 stati della zona euro sono aumentate del 44%, e addirittura del 73% se si considerano tutti i voli europei.
Alla grave situazione ambientale provocata da voli che spesso trasportano poche persone, si aggiungono i chilometri in più (una media di 50) effettuati per errori umani o carenze nei controlli, che comportano un ulteriore rilascio di inquinanti in atmosfera pari a quasi 5 milioni di tonnellate.
Le previsioni sull'aumento del traffico aereo da qui al 2020 parlano di un aumento del 4,5% annuo, che tradotto in cifre significa l'emissione di 284 milioni di tonnellate di CO2 riversate nei nostri cieli. Quasi sconsolato il commento dell'Agenzia Europea: "C'è bisogno di fare molto ma sta accadendo troppo poco".
Ritardi e contraddizioni si spiegano con la complessità del problema poichè nella UE l'industria aeronautica assorbe 3 milioni di posti di lavoro e contribuisce al 2,5% del Pil. Un piano politico per limitare l'inquinamento dei cieli esiste da anni e dovrebbe entrare in vigore dal 2012: le compagnie aeree in arrivo o in partenza dalla Ue dovranno limitare le emissioni ai livelli del 2004-2006 e dovranno entrare almeno in parte nel cosiddetto "mercato dei permessi", che già si applica ad altre industrie, secondo il principio "chi inquina, paga". Purtroppo però la quota prevista è limitata al 10%, a causa appunto delle innumerevoli complicazioni legate al mantenimento di equilibri soprattutto economici. "L'aviazione civile è sovvenzionata da decenni, ora è giusto che paghi per i permessi di emissione soprattutto sui voli brevi e medi dove si può anche scegliere il treno, meno inquinante" sostiene il presidente della Commissione parlamentare trasporti. "E poi, negli Usa già da anni adoperano la leva fiscale sul cherosene".
E come si muove la comunità scientifica? Il maggior progetto di ricerca della Ue, appena lanciato, porta il nome "Clean Sky" e coinvolge 54 industrie di 16 paesi. Il costo di 1,6 miliardi di Euro sarà finanziato al 50% dalla Comunità Europea, e avrà il compito di sviluppare progetti di aerei "ad ala intelligente" o realizzati con materiali superleggeri, con due principali obiettivi: dimezzare CO2 e ridurre l'emissione degli ossidi di azoto.
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