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CIP6: UN PO' DI STORIA

Il Cip6 è un provvedimento del Comitato Interministeriale Prezzi adottato il 29 aprile 1992, che stabilisce prezzi incentivati per l'energia elettrica prodotta con impianti alimentati da fonti rinnovabili e assimilate. Sono considerati impianti alimentati da fonti assimilate:
- gli impianti in cogenerazione
- gli impianti che utilizzano calore di risulta, fumi di scarico e altre forme di energia recuperabile in processi e impianti
- gli impianti che usano gli scarti di lavorazione e/o di processi industriali
- gli impianti che utilizzano fonti fossili prodotte solo da giacimenti minori isolati.

Il CIP 6/92 promuoveva lo sfruttamento delle Fonti Energetiche Rinnovabili (FER) o assimilate da parte di impianti entrati in funzione dopo il 30 gennaio 1991 e garantiva l'acquisto dell'energia da parte di ENEL a prezzi incentivati, lasciando libera in questo modo la quantità offerta.
Il prezzo della cessione di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili veniva stabilito da due componenti:
- componente di costo evitato: costo dell'impianto, di esercizio, di manutenzione e acquisto combustibile;
- componente di incentivazione: basata sulla stima dei costi aggiuntivi per ogni singola tecnologia.

Mentre la componente di incentivo era riconosciuta solo per i primi 8 anni di esercizio dell'impianto, quella relativa ai costi evitati veniva concessa per tutto il periodo di durata del contratto di fornitura (fino a 15 anni).
Quindi, ieri come oggi, sono i consumatori a pagare direttamente i costi di tale incentivazione, attraverso la Cassa Conguaglio del Settore Elettrico.
In quest'ottica, il rischio per gli investitori risultava basso, poiché entrambe le componenti erano legate all'indice annuo dei prezzi al consumo.
Questo tipo di incentivazione ha permesso un notevole sviluppo in Italia delle tecnologie legate allo sfruttamento delle FER, soprattutto eolica e biomassa.
Il CIP 6/92 ha infatti creato opportunità di investimento per un volume superiore a 10 miliardi di euro, promuovendo circa 6,5 GW di nuova capacità nominale.
Per contro, si calcola che il costo del programma nel periodo 1992-2012 sia pari a circa 13 miliardi di euro (tenendo conto solo della componente d'incentivo attribuita agli impianti rinnovabili). Questo programma ha rappresentato quindi un carico economico molto oneroso per i consumatori.
Ma l'aspetto critico principale è l'incentivazione di impianti a fonte assimilata, ovvero a impianti alimentati da fonti di origine fossile: in pratica, una quota superiore al 70% dei contributi è stata indirizzata a questi impianti, anziché a quelli a fonte rinnovabile, favorendo di fatto i grandi gruppi elettrici ed industriali nazionali.

IMPIANTI ASSIMILATI: LA SITUAZIONE ODIERNA
Nella Finanziaria 2009 il testo approvato in materia Cip6 garantisce incentivi agli impianti già autorizzati, non a quelli già realizzati, assicurando di fatto i benefici anche a quelli non ancora in funzione.

Questo cambiamento ha i seguenti effetti:
- attualmente sono autorizzati dal CIP/6 (ma non operativi) 16 impianti alimentati a fonti assimilate (11 inceneritori o termovalorizzatori di rifiuti e 5 a biomasse). Di questi, tre sono sospesi per problemi ambientali o in attesa di stipula della convenzione.
- il CIP/6 prevede due incentivi, uno sulla realizzazione dell'impianto e uno sulla produzione di energia. Per questi impianti la durata degli incentivi sarebbe di 8 anni (con alcune eccezioni, come detto sopra). Si tratta del 12,5% degli impianti da fonti assimilate finanziate dal CIP/6, che sono al momento 129 impianti.
- per quanto riguarda i versamenti in forma di incentivo ad impianti alimentati da fonti assimilate i dati del GSE tra il 2003 e il 2005 dicono che le risorse destinate a fonti assimilate sono state nel 2003 pari a 3.660 milioni di euro, nel 2004 di 4.142 milioni di euro e nel 2005 di 4.662 milioni di euro.

Sulla base di questi incentivi pregressi, il mantenimento dell'emendamento approvato in finanziaria avrebbe un costo presunto di circa 600 milioni di euro ogni anno per molti anni.

Nel 2006 gli inceneritori hanno ricevuto dal GSE 1.135,9 milioni di euro contro i 223,8 del geotermico, i 202,6 dell’idroelettrico, i 195,8 dell’eolico, e gli 0,04 del solare. A questi vanno aggiunti gli incentivi forniti alle fonti “assimilate”: 2179,8 milioni ai rifiuti dei cicli industriali e 2181,7 ai combustibili fossili. In totale su 6119,8 milioni di euro versati dallo Stato come “contributo alle fonti rinnovabili di energia”, solo 622 milioni sono andati a solare, eolico, geotermico e idroelettrico, pari a poco più del 10% (fonte GSE FISE Assoambiente). Secondo quanto riferito nel rapporto annuale dell’Autorità per energia elettrica e gas (5 luglio 2007) la quota delle fonti “assimilate” è in continuo aumento. I maggiori beneficiari sono stati l’ENEL, l’Edison, l’ENI, l’ASM di Brescia (ora A2A dopo la fusione con la AEM), l’ACEA Electrabel, l’EGL Italia, la Sorgenia e la Modula.

CERTIFICATI VERDI
Nel 1999 con il “Decreto Bersani” il sistema del Cip 6 è stato sostituito da quello dei certificati verdi, ma la gran parte dei vecchi contratti è rimasta attiva. Il sistema dei certificati verdi  prevede che se un impianto produce energia emettendo meno CO2 di un impianto tradizionale il gestore ottiene dei certificati verdi che può rivendere ad industrie o attività che sono obbligate a produrre una quota di energia mediante fonti rinnovabili ma non lo fanno autonomamente. Questa novità non migliora la situazione. Infatti sia il sistema Cip 6 che quello dei certificati verdi di fatto hanno esteso i benefici economici anche alle fonti assimilate più inquinanti, finendo per indirizzare gran parte dei fondi verso fonti, come i rifiuti, che rinnovabili non sono. Il prezzo dei certificati verdi nel 2007 era di circa 137 euro al MWh. (fonte, GSE)
Nel 2008 un certificato verde "valeva" una taglia di 62,60 euro/Mw.

Per tale sistema sono ammesse, oltre alle fonti rinnovabili alcune fonti assimilate, quali:
- Impianti di termovalorizzazione dei rifiuti computati per la parte biodegradabile;
- Impianti di cogenerazione abbinati a teleriscaldamento;
- Impianti di co-combustione o ibridi.