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L'Energia in Italia: domanda, offerta, produzione, sprechi.
La domanda di energia, composta non solo dall'elettricità ma anche dai carburanti per i trasporti e dall'industria, è stata nel 2007 in Italia di 145,5 Mtep.
A fronte di una domanda di 145,5 Mtep il nostro paese ha offerto però nello stesso anno di riferimento 194,5 Mtep: il dato indica che il fabbisogno energetico nazionale è risultato nel 2007 in leggero calo, fatto ricongiungibile alle favorevoli condizioni climatiche con una diminuzione dello 0,9% rispetto all'anno precedente. La composizione percentuale delle fonti energetiche impiegate per la copertura della domanda è stata caratterizzata, rispetto al 2006, dalla crescita della quota del carbone, passata dall’8,7% al 9,0% e del gas naturale (dal 35,5% al 36,0%). In diminuzione il contributo offerto dal petrolio, passato dal 43,4% al 42,5%. La differenza, pari a 49 Mtep (oltre il 30% della domanda nazionale di energia) è composta da consumi e sprechi del settore energetico italiano. Si tratta di una quota molto importante che dimostra quanto il sistema energia italiano possa essere ancora migliorato.
L'Italia importa dall'estero gran parte delle risorse energetiche primarie. Ha una capacità di produzione di energia minima, pari soltanto a 30 Mtep, pertanto è costretta ad importare 165 Mtep di energia dall'estero, pari a quasi l'80% della domanda energetica nazionale: è il secondo Paese al mondo per importazione di energia elettrica, il 90% della quale proviene da Svizzera e Francia. L'Italia è anche il paese europeo (sesto al mondo) maggiormente dipendente dal petrolio per la produzione di energia elettrica. La dipendenza energetica dall'estero è molto alta e simile a quella di molti altri paesi occidentali.
Il fabbisogno energetico italiano è fortemente dipendente dal petrolio per il 45% e dal gas per il 32%. La dipendenza italiana dal petrolio è marcata soprattutto nel settore dei trasporti mentre è marginale nel settore della produzione dell'energia elettrica.
Purtroppo ci sono da segnalare, a fronte di un esiguo incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili, gli alti ratei di crescita che la produzione di energia da termovalorizzatori (o inceneritori) ha ottenuto dal 1992 (quasi nulla) al 2007, dove ha raggiunto la quota del 2%.
La produzione italiana di energia elettrica nel 2007
Nel 2007 l'offerta italiana di energia elettrica è stata di 70,4 Mtep.
La produzione è rimasta sostanzialmente invariata rispetto al triennio precedente, con un leggero aumento nell'utilizzo di gas (35%) e carbone (18%). Le energie rinnovabili contribuiscono con il 15,7%, ma non bisogna dimenticare che tra queste vengono computate anche le quote da combustione rifiuti, annoverate tra le rinnovabili e incentivate dai Cip6, ma a tutti gli effetti da non considerarsi come tali. La produzione di energia elettrica con il petrolio è pari a circa il 17%.
L'offerta di energia elettrica di 70,4 Mtep è in realtà potenziale. Si riduce drasticamente di quasi 2/3 a causa degli sprechi e dei consumi del settore energetico nazionale. In pratica, l'Italia è costretta a importare 10 Mtep di energia elettrica dall'estero mentre 45 Mtep (pari a circa 4 volte l'importazione di energia elettrica dall'estero) si perdono a causa delle inefficienze strutturali del sistema. Se l'Italia migliorasse del 15% l'efficienza della propria rete elettrica potrebbe fare a meno di importare 10 Mtep l'anno di energia elettrica dall'estero. Scopri un'azienda all'avanguardia.
Ridurre le inefficienze del sistema energia è fondamentale, ma non risolve il vero problema strutturale a cui l'Italia dovrà dare una risposta nel futuro prossimo: l'eccessiva dipendenza dalle fonti di energia fossili.
Come tutti i paesi occidentali anche l'Italia risente degli sbalzi nei prezzi delle fonti di energia fossili. L'instabile crescita del prezzo del petrolio ha fatto crescere anche i prezzi di gas e carbone, fonti energetiche alternative al petrolio, aumentando la spesa per l'import di energia primaria nei paesi occidentali. La presenza dell'euro forte ha permesso all'Italia di contenere la crescita della spesa energetica.
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